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25 novembre 2012 7 25 /11 /novembre /2012 17:43

http://it.dreamstime.com/nastro-magnetico-thumb4986793.jpgLa più grande innovazione è tornare indietro: almeno è quello che pensano Fuji e IBM che con una mossa un pò a sorpresa stanno tentando di riportare in auge il nastro magnetico come memoria di massa

Proprio lui, il caro amico (almeno per i 30enni come me) che nell'adolescenza ci ha costretti a interminabili caricamenti con il nostro commodore 64 e che per l'occasione è stato completamente rivisto in un prototipo in grado di contenere fino a 35 TeraByte di dati.

Una quantità di informazioni enorme, superiore a qualsiasi altro supporto ottico in circolazione e che potrebbe segnare una nuova era per la gestione dei dati: il segreto starebbe nelle nuove materie prime usate per realizzare i nastri magnetici di nuova generazione, con molecole di ferro e bario inserite in quelle che erano le vecchei cassette. 

 Ma perchè questo ritorno al passato? il problema da risolvere riguarda la nascita del più grande radiotelescopio al mondo: lo Square Kilometer Array che vedrà la luce in Australia entro i prossimo 10 anni e che a pieno regime dovrebbe generare 1 milione di GigaByte al giorno, una mole di dati mai vista prima e che necessita di nuovi sistemi di memorizzazione molto più potenti di quelli attualmente esistenti. 

Si è quindi pensato al nastro magnetico, ma in una forma al passo coi tempi e che gli ideatori del prototipo stimano in grado di essere ulteriormente migliorata fino a raggiungere i 100 TeraByte di dimensione. Il primo prototipo mostrato ha dimensioni piuttosto ridotte (10x2 cm) e il grosso vantaggio di consumare fino 200 volte meno energia rispetto agli HD tradizionali.

Insomma sembrerebbe che le premesse siano buone, ma non bisogna dimenticare quelli che da sempre sono gli svantaggi del nastro magnetico, cioè i lunghi tempi di accesso ai dati, e la necessità di una persona (o un meccanismo automatizzato) che periodicamente li monti/smonti dal loro supporto.

Gli ingegneri di Fuji e IBM però promettono di risolvere anche questi problemi in un tempo ragionevolmente breve. Non ci resta che aspettare allora, il tempo ci dirà se il futuro dei data center sta nel passato oppure no. 

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Published by informaticamente - in Software e Hardware
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