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1 marzo 2012 4 01 /03 /marzo /2012 22:15

http://tcpmonitor.org/wp-content/uploads/2011/01/film-streaming-copy.jpgPensavate che la pirateria informatica fosse solo roba degli Americani? invece no: anche noi abitanti del Bel Paese abbiamo il nostro cattivone di turno. La Guardia di Finanza di Lecco ha infatti arrestato SiDCrew, quello che probabilmente è il più famoso (e produttivo) releaser italiano. 

Per chi non lo sapesse, un releaser è chi mette a disposizione in rete film, programmi e serie TV in modo che gli altri internauti possano scaricarli gratis. Bene, il nostro eroe non era nascosto in qualche monolocale di di New York come nei migliori film sugli hacker, ma a Merate: è proprio qui che il blitz della guardia di finanza ha sorpreso SiDCrew, sequestrando tra l'altro tutta l'attrezzatura utilizzata dal malfattore per scaricare, modificare e condividere in rete i vari video.

Dopo lo scalpore internazionale creato dal caso megaupload quindi anche l'Italia si scopre patria di pirati informatici, anche se non mancano le ambiguità. Innanzitutto per quanto riguarda i guadagni ricavati da SiDCrew: infatti a differenza di quanto accadeva con Megaupload in cui gli utenti pagavano per ottenere i files illegali, il nostro compatriota lo faceva a titolo gratuito ed i compensi, dove ottenuti, erano dovuti ai premi con cui i siti su cui caricava il materiale premiano gli utenti più attivi.

C'è anche da considerare che non tutti i siti in questione retribuiscono in qualche modo gli utenti, anzi, spesso e volentieri gli utenti che condividono materiale non ne ricavano alcun beneficio, se non quello di essere ringraziati dagli altri internauti.

In teoria quindi non essendoci fini di lucro il reato dovrebbe essere meno grave rispetto a quello imputato ai suoi colleghi d'oltreoceano che effettivamente si sono arricchiti con questo commercio illegale. 

Ad ogni modo, con o senza risvolti penali quello assestato al mondo del file sharing italiano è un colpo molto duro, che segue la chiusura parziale di tntvillage, un altro dei punti fermi del peer-to-peer italiano chiuso dal fondatore per mancanza di fondi, e potrebbe avere le stesse ripercussioni che ha avuto la chiusura di Megaupload sui network internazionali.  

Insomma sembra proprio che si stia avvicinando l'apocalisse per il file sharing, con centinaia di siti costretti alla chiusura in ogni continente. Che i Maya parlassero di questo come l'evento distruttivo che porterà alla fine del mondo? solo pochi mesi e lo sapremo, nel frattempo godiamoci i film completi su Youtube, che per qualche oscuro motivo non viene per niente toccato dalla Santa Inquisizione della pirateria.  

  

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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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