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11 marzo 2012 7 11 /03 /marzo /2012 14:31

Il 1° Marzo Google ha adottato ufficialmente le sue nuove regole per la privacy, che hanno scatenato non poche polemiche e sollevato dubbi da più parti (compresi l'Unione Europea e il Presidente Obama). 

http://www.scitalia.com/scitalia/images/stories/s-privacy1.jpgIl problema principale è che l'azenda di Mountain View, pur fornendo agli utenti centinaia di servizi gratuiti in qualche modo ne riceve comunque il suo tornaconto. I dati che ogni giorno inviamo in rete (la nostra posizione, i siti che visitiamo, le ricerche che facciamo in rete) sono utilizzati per mostrarci pubblicità mirate sulle pagine che stiamo visitando, che le aziende clienti pagano centinaia di milioni di dollari a Google. 

Non solo, sotto sotto c'è sempre il pericolo che questi dati finiscano in mani non proprio onestissime, che potrebbero utilizzarli con scopi criminali (pensate a quando fate acquisti on-line, non è certo piacevole sapere che qualcuno potrebbe venire a conoscenza del vostro numero di carta di credito o della vostra password di paypal).

Chi non volesse essere sfruttato dall'azienda o semplicemente vuole continuare a navigare in internet in piena libertà, senza essere spiato in tutti i suoi click può adottare diversi accorgimenti.

Alcuni ce li fornisce direttamente Google con i suoi strumenti per la privacy e la dashboard personale che permettono all'utente di impostare tutti i parametri necessari affinchè sui server di Google non vengano salvate le proprie informazioni personali. 

Non dimentichiamoci poi della navigazione anonima, modalità di navigazione inserita in tutti i browser moderni e che permette di gironzolare su e giù in internet senza preoccuparsi di cookie, cronologia e quanto altro salvi sul PC le informazioni relative alle nostre sessioni in rete. 

Già utilizzando queste due opzioni la nostra presenza in rete risulta offuscata il necessario per sentirci abbastanza tranquilli. Ma non bastano per impedire a Google di tracciarci, anche perchè l'azienda le prova proprio tutte per ottenere i nostri dati, come già scritto in un precedente post

Per ottenere un grado di sicurezza mancora maggiore possiamo comunque affidarci a strumenti sviluppati da terze parti (in particolare plug-in ed estensioni varie per i nostri browser) che ci aiutano a limitare la fuoriuscita di informazioni verso l'esterno.

E' il caso di Ghostery, frutto del lavoro di un ex-dipendente di Google e disponibile per tutti i maggiori browser e anche per iPhone/iPad, di track me not e tracker block

Se poi anche questi strumenti vi sembrano poco potenti c'è sempre la possibilità di utilizzare i proxy. Questi ci permettono di navigare in internet tramite una connessione intermedia verso un server appositamente messo on-line e che si offra come intermediario fra il nostro computer e la rete. 

Insomma, i modi per evitare che i nostri dati personali finiscano nelle mani di aziende senza il nostro consenso ci sono, basta solo impegnarsi un pochino per configurare qualche impostazione. 



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Published by informaticamente - in Software e Hardware
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