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20 aprile 2013 6 20 /04 /aprile /2013 19:19

Una delle grandi novità presentate dai produttori di smartphones negli ultimi 2 anni è la ricarica wireless, ovvero la possibilità di ricaricare la batteria del proprio terminale attraverso un particolare tipo di carica-batteria che non va connesso fisicamente al dispositivo. 

Insomma, niente più connettori da infilare in posizioni strane, niente tappini di gomma da togliere e rimettere ogni volta e niente sportellini da rimuovere e che si spaccano dopo qualche mese di utilizzo.

http://i.imgur.com/PZDo6fv.jpg

Basta appoggiare il proprio smartphone sull'apposita basetta ed il gioco è fatto; ma come è possibile questa magia? in realtà non è nulla di assolutamente complicato, basta applicare qualche principio di fisica per spiegarne il funzionamento in breve (per una panoramica completa date uno sguardo qua). 

Nella base su cui appoggiare lo smartphone e nella cover posteriore di quest'ultimo sono inserite due bobine di rame; la prima (che va comunque collegata alla rete elettrica) genera un campo elettromagnetico che a sua volta genera una corrente indotta nella seconda bobina: sarà questa corrente a caricare la batteria del nostro smartphone. 

Per un paio di leggi sull'elettromagnetismo che non sto a raccontarvi più le due bobine sono vicine più la corrente generata è maggiore; per questo motivo pur potendo teoricamente tenere smartphone e base di appoggio distanti (ma in questo caso servirebbero due bobine abbastanza grandi) conviene che i due dispositivi siano il più vicino possibile.

A questo punto quindi possiamo dire che il termine ricarica wireless è fuorviante: la base di ricarica deve comunque essere collegata a una presa elettrica; quello che ha spinto i produttori ad adottare questo sistema (oltre al fatto che fa figo) è la possibilità di realizzare dispositivi che utilizzano meno cavetteria.

Spesso infatti si utilizza la porta micro-usb sia per la connessione dati che per quella alla rete elettrica; con un caricabatteria wireless la seconda funzione viene di fatto eliminata, riducendo anche lo stress delle componenti in questione (molto delicate e ad alto rischio di guasti) e degli utenti (che una volta si e l'altra pure perdono il cavetto apposito).  

Per ora sono pochi i produttori che utilizzano tale tecnologia, in particolare Nokia ha presentato diversi modelli mentre le altre aziende sono ancora al lavoro alla ricerca della soluzione adatta e di uno standard comune.  

 

 

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Published by informaticamente - in Telefonia e Comunicazione
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