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26 dicembre 2013 4 26 /12 /dicembre /2013 10:10

In questi giorni si è sentito parlare spesso di webtax, ovvero il provvedimento preso dal Governo Italiano nei confronti delle aziende estere di alto profilo tecnologico e in generale di tutte le aziende che fanno parte del settore web/editoriale.

Ma di che cosa si tratta? In pratica aziende come Google, Facebook ecc. per poter operare nel nostro Paese saranno obbligate ad aprire una partita iva italiana; infatti, secondo quello che dice la propsota di legge, non sarà più possibile acquistare servizi da aziende che non operino fiscalmente nel nostro Paese.

http://www.boorp.com/notizie_articoli_news_post/foto_immagini_boorp/web_tax.jpg

In questo modo i ricavi ottenuti in Italia da pubblicità, vendite online e quanto altro faccia guadagnare denaro saranno tassati secondo il regime fiscale italiano e non all'estero come avviene fino ad oggi. 

Ad alcuni sembra un provvedimento legittimo e sensato: perchè mai i guadagni fatti in Italia dovrebbero essere tassati dall'Irlanda o dal Lussemburgo (dove ad esempio ci sono le sedi legali di Facebook e Amazon)?

Per altri invece è un provvedimento illegale che è contrario a quanto stabilito dall'Unione Europea circa la libera concorrenza e che scoraggerà le aziende a investire in Italia.

Il classico pasticcio italiano insomma; per ora la legge è passata sia alla Camera dei Deputati che al Senato, ma prima di capire se sarà applicata oppure no è necessario aspettare il parere dell'Unione Europea (che molto probabilmente sarà negativo e costringerà il Governo a modificare la legge appena approvata).




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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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