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14 gennaio 2012 6 14 /01 /gennaio /2012 18:57

A tutti è capitato di finire una storia d'amore, a molti è capitato che una volta posta fine alla relazione l'ex si scatenasse rendendo pubblici tutti i difetti dell'ex-partner.

Bene, la prossima volta che penserete che Internet è un mondo fittizio, e che non ha nulla a che vedere con la realtà riflettete sul comportamento avuto da Evan Priestely, ingegnere ed ex-dipendente dell'azienda di Mark Zuckerberg, che ha pensato bene di rendere pubblici su una apposita pagina web tutti gli innumerevoli bug di Facebook. 

http://miguelalmeida.net/pics/facebook-bugs-ad.jpgNonostante i dubbi sul comportamento professionale dell'ingegnere (non è carino pubblicare tutti i difetti del prodotto a cui lavoravi fino a poco tempo fa, anche se è la stessa azienda a renderli pubblici in molti casi), le rivelazioni dell'  ex-dipendente di Facebook aprono tutta una serie di interrogativi che vale la pena di analizzare. 

Innanzitutto lo stesso Priestely si fa una domanda, e con un comportamento molto marzulliano si da una risposta interessante: si chiede come mai pur essendo Facebook la web-application più buggata che sia in circolazione l'azienda non faccia nulla per prevenire almeno in parte questi errori. La risposta è semplice e tutto sommato condivisibile: il software ha successo, gli iscritti aumentano a dismisura anche così com'è, e l'azienda non trova vantaggioso investire nella qualità di un software che continua ad attirare utenti.  

C'è da dire, a giustificazione di un simile comportamento, che il testing in particolare è una delle materie più difficili da trattare: quale è la migliore occasione di testare un prodotto se non quella di lasciarlo utilizzare direttamente agli utenti?

Dal punto di vista dell'azienda è molto più economico ed efficiente rilasciare una piattaforma con dei bug che eventualmente saranno scoperti dall'utenza nel normale utilizzo piuttosto che sprecare risorse interne nella ricerca dei bug.   

Altre considerazioni degne di nota invece le possiamo trovare in questa pagina, in cui sia l'ex-ingegnere di Facebook che altri tecnici e non discutono della questione.

La maggior parte delle idee esposte trovano d'accordo anche me a dire il vero, ma probabilmente hanno dimenticato una questione: la quasi totalità degli utenti utilizza solitamente un nucleo ridotto di funzionalità, nel caso specifico del social network aggiorna lo status e pubblica foto o video in cui taggare amici. 

Se queste funzionano bene eventuali bug nelle altre funzionalità non saranno nemmeno notati, oppure saranno messi da parte senza preoccuparsi troppo (prima o poi lo aggiusteranno, è il pensiero dell'utente medio). 

Insomma, alla fine è il risultato che conta: se Facebook continua ad avere successo nonostante non sia perfetto, e se non se ne preoccupa la dirigenza, perchè dovremmo farlo noi utenti?   




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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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