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3 ottobre 2013 4 03 /10 /ottobre /2013 18:35

La corsa allo smartphone più potente non sembra arrestarsi, con i produttoti alla continua ricerca dell'hardware più performante e dalle super-prestazioni.

Ma non basta dichiarare di aver prodotto un top-smartphone, bisogna anche dimostrarlo; come? Attraverso i Benchmark, programmi fatti girare sui terminali con lo scopo preciso di misurarne le prestazioni.

Purtroppo però non tutti i produttori sembrano essere onesti: ultimamente nell'occhio del ciclone è finita Samsung, accusata di aver truccato i benchmark prima del Galaxy S4 e poi del Galaxy Note 3. Le giustificazioni sono arrivate subito: l'azienda coreana ha infatti dichiarato che la colpa non è sua, ma del software dei benchmark, che ha scavalcato le routine che gestiscono le prestazioni allo scopo di ridurre il consumo di batteria per misurare la potenza pura dei terminali.  

http://samsung.hdblog.it/wp-content/uploads/2012/10/Galaxy-S3-Mini-Benchmark-NenaMark-2.jpg

In realtà qualche indagine più approfondita disponibile a questo link mostra che sono quasi tutti i produttori (tranne Apple e Motorola secondo alcuni) a utilizzare software di benchmark modificati appositamente per mostrare risultati migliori di quello che sono in realtà.

Decisamente un bel problema per la credibilità dei produttori: a questo punto nessun benchmark sembra essere attendibile e tutto questo non fa che confondere (e imbestialire) gli utenti.

A dire il vero la maggior parte non si interessa poi tanto di quale sia lo smartphone più potente, ma alcuni tengono molto a queste cose e giustamente protestano.

Purtroppo però proprio loro sono la causa di questa situazione: se l'utenza continua a chiedere terminali potentissimi i produttori quando non riescono a realizzarli fanno in modo di farceli sembrare, anche al costo di truccare i test.

 


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Published by informaticamente - in Software e Hardware
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