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21 settembre 2013 6 21 /09 /settembre /2013 13:57

http://www.westernjournalism.com/wp-content/uploads/2013/07/NSA-SC.jpegAncora brutte notizie dal Datagate: stavolta è il Guardian a metterci al corrente dell'ennesimo risvolto fanta-politico dello scandalo sulla privacy che ha già fatto impallidire i migliori registi di Hollywod.

Sembrerebbe infatti che la National Security Agency e il governo di Israele abbiano stretto un accordo che prevede il passaggio dei dati raccolti negli USA ai servizi segreti israeliani così come sono, senza la minima azione di filtraggio che elimini i dati che non dovrebbero essere interessanti per la sicurezza di Israele. 

In pratica gran parte delle conversazioni via mail dei cittadini USA sono disponibili anche al di fuori della NSA, senza che sia stato posto alcun vincolo al loro utilizzo.

Un bel problema (anzi, l'ennesimo) per l'agenzia della sicurezza nazionale americana, che se da un lato si conferma attenta alla difesa dell'incolumità dei cittadini americani dall'altro si dimostra disinteressata a proteggerne la privacy, con i loro dati personali diventati merce di scambio verso i governi alleati.

In tutto questi problemi qualcuno inizia a prendere le proprie contromisure: si tratta di RSA Security, azienda americana che si occupa della sicurezza dei dati che ha consigliato agli sviluppatori che utilizzano i suoi toolkit di non utilizzare un particolare algoritmo di cifratura, considerato oramai insicuro in seguito alle rivelazioni sul datagate che lo indicavano come uno degli algoritmi su cui la NSA avrebbe fatto inserire di proposito delle falle di sicurezza. 


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Published by informaticamente - in Scienza
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