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5 febbraio 2013 2 05 /02 /febbraio /2013 10:10

Acquistare un gioco per Pc e poi rivenderlo dopo averlo rigiocato e finito più volte è una consuetudine fra i gamers più accaniti e non a caso le maggiori catene di distribuzione hanno all'nterno dei loro negozi un apposita sezione dedicata ai giochi di seconda mano.

Quella che era una cosa normale ai tempi dei supporti fisici sembra però destinata a scomparire ora che la distribuzione digitale sta prendendo sempre più piede.

http://www.ispaziomac.com/wp-content/uploads/2012/07/steam_1.jpg

Il problema è stato sollevato in Germania, dove l'associazione consumatori locali ha deciso di fare causa a Valve per via delle limitazioni applicate alla piattaforma Steam.

Ogni acquisto fatto tramite questo servizio è infatti legato indissolubilmente all'account di chi lo ha effettuato, e i termini di servizio della piattaforma vietano la cessione a terzi del proprio account: questo in parole povere vuol dire che una volta acquistato un gioco questo non può più essere rivenduto. 

Abituati al concetto di proprietà legato al supporto fisico molti utenti faticano a concepire questa cosa e sono pronti a scendere in guerra contro Valve, accusata di non rispettare i diritti del consumatori.

In effetti non c'è alcuna differenza fra l'acquisto di una copia fisica e una digitale: a meno di sconti (molto frequenti su Steam a dire il vero) il prezzo e i contenuti sono gli stessi, quello che cambia è l'utilizzo che l'utente ne può fare.

Nessuno vieta di rivendere il dvd di un gioco che per qualsiasi motivo non vogliamo più vedere in giro per casa; è impossibile invece farlo per una copia digitale regolarmente acquistata, che anche se disintallata non possiamo più cedere a qualcun altro.

Da questa osservazione nasce la protesta degli utenti germanici: se pago lo stesso prezzo che pagherei per una copia fisica mi aspetterei di poterne fare ciò che mi pare.

Ma una copia digitale resta sempre proprietà di Steam, quello che l'utente acquista è la licenza, pagandola quanto una copia fisica. C'è da dire che le licenze in realtà sono rivendibili, a patto che il venditore non utilizzi più il software, ma lquesta possibilità cambia a seconda della licenza in questione e ogni sviluppatore decide autonomamente con quale licenza distribuire il proprio software. 

La rivolta sembra piuttosto motivata dal punto di vista materiale, anche se diversi tribunali hanno già dato ragione a Valve equiparando Steam a una piattaforma pay-per-view dove una volta acqusitato un evento non si può certo rivendere a un altro.  

L'azienda dal canto suo non sembra per niente intenzionata a tornare sui suoi passi pur annunciando futuri aggiornamenti della piattaforma che introdurranno nuove modalità di acquisto e fruizione dei contenuti. 


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Published by informaticamente - in Videogiochi
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