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28 maggio 2013 2 28 /05 /maggio /2013 19:03

Quando si inizia a studiare informatica ci si pone sempre un interrogativo: quale linguaggio mi conviene imparare? Domanda piuttosto difficile a dire il vero: in generale non esiste un linguaggio di programmazione migliore di altri, bisogna sempre fare i conti con l'architettura hardware di riferimento, l'ambiente su cui dovrà girare un determinato software e tanti altri fattori più o meno legati alla tecnologia. 

E' chiaro però che quando ci si avvicina per la prima volta al mondo della programmazione bisogna iniziare a scrivere codice; anche solo per scrivere il più banale degli hello world.

http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/analista-programmatore.jpg

Negli anni 90 il linguaggio di riferimento per imparare a programmare era il Pascal, che sotto certi aspetti era perfetto per la didattica grazie alla sua struttura molto rigida e la sintassi chiara.

Era la palestra ideale per chi iniziava a programmare e doveva abituarsi a scrivere codice in modo chiaro, ordinato e (possibilmente) conciso; ma era praticamente inutilizzato al di fuori dell'ambito dell'istruzione, dove fra i linguaggi procedurali regnavano il Basic e il C

Ai giorni nostri la scelta è bella ampia: il già citato C (una specie di Highlander dell'informatica, immortale e resistente alle mode) e il suo omologo a oggetti C++ sono attualmente i più quotati nel mondo scolastico/accademico e con molta probabilità se a scuola o all'università studierete la programmazione dovrete fare i conti con loro (almeno per i primi tempi). 

Discorso diverso se si vuole imparare da soli: in quel caso davvero c'è l'imbarazzo della scelta. Si può partire dai linguaggi di scripting (Php, HtmlPerl, Python, Ruby ecc.) per poi arrivare al linguaggio a oggetti per eccellenza, il signor Java, ma si può anche optare per l'ambiente iOS e scegliere Objective C.   

In definitiva non possiamo dire che esiste il linguaggio perfetto: vale però una regola, imparare un linguaggio di programmazione non vuol dire imparare a programmare.

Per quello ci vuole un pò più di impegno rispetto al semplice applicare correttamente le regole di un determinato linguaggio.

Altra cosa da tenere a mente: il sempre valido concetto che una volta imparato un linguaggio li impari tutti. In realtà non è proprio così, ma affermandolo non ci si allontana poi tanto dalla realtà dove specie nel mondo del lavoro per essere competitivo un programmatore dovrà conoscere più di un linguaggio e impararne rapidamente di nuovi quando richiesto.

 

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Published by informaticamente - in Scienza
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