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18 gennaio 2013 5 18 /01 /gennaio /2013 11:34

Stati Uniti: il Paese delle opportunità, ma anche quello di un problema molto serio come l'uso indiscriminato di armi da fuoco che da sempre è visto da una parte come un diritto (lo dice anche la costituzione americana) e dall'altro troppo spesso viene alla ribalta per episodi di cronaca nera.

L'associazione fra videogiochi violenti e realtà sembra eccessiva, ma specie dopo gli ultimi casi di cronaca c'è chi negli USA mette in risalto come gli autori delle principali stragi avvenute negli ultimi anni siano anche videogiocatori incalliti.

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Questo dettaglio non è passato inosservato nemmeno al presidente Obama che, durante un discorso relativo alla sua intenzione di dare una regolata alla vendita di armi negli USA, ha dichiarato che è sua intenzione indagare a fondo nel problema finanziando uno studio che vada a cercare le origini della violenza analizzandone tutte le possibili cause, videgiochi compresi. 

In realtà il settore videoludico è stato chiamato in causa principalmente dalla National Rifle Association (l'associazione dei produttori di armi americani) per niente contenta della piega che ha preso la situazione, in cui (chissà perchè poi...) la colpa di tutto viene data principalmente al fatto che negli USA puoi tenere in casa un'arma da guerra con la stessa disinvoltura con cui negli altri Paesi del mondo puoi tenere un microonde in cucina.

La strategia della NRA sarebbe appunto quella di trovare un capro espiatorio proprio nei videogiochi violenti: la conseguenza di questa trovata è stata proprio la presa di posizione del Governo, pronto ad esaminare tutte le possibili connessioni fra mondo dei media ed esplosioni di violenza. 

D'altra parte l'ESA (associazione dei produtto di videogames americani, in America c'è un associazione per tutti a quanto pare) si dichiara pronta a collaborare con ogni mezzo a sua disposizione, rimarcando però il fatto che diversi studi precedenti hanno mostrato come non ci sia alcun legame fra violenza reale e violenza mostrata nei videogiochi. 

Chiaramente la colpa di azioni come la strage di Newtown non può essere data esclusivamente a un videogioco e nemmeno al fatto che negli USA comprare armi sia più facile che altrove.

Personalmente propenderei per un insieme di cause molto ampio in cui gioca un ruolo fondamentale la psicologia del singolo individuo. Anche chi scrive è un videogiocatore incallito di Call of Duty e fino ad oggi non ha ancora commesso un omicidio, ma se per risolvere il problema c'è bisogno anche di dare uno sguardo ai contenuti dei videogames ben venga. 


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Published by informaticamente - in Videogiochi
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