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10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 20:40

Tutti gli utilizzatori di un telefonino con sistema operativo Android, oppure chi possiede un Iphone conoscono il MarketPlace, che permette l'accesso a centinaia di migliaia di applicazioni, sia gratuite che a pagamento. Il funzionamento è semplice : si selezione l'applicazione, si da il consenso all'acquisto (se è gratuita la cifra è pari a 0,00 Euro, altrimenti difficilmente di arriva in doppia cifra) si attende che termini il download e l'installazione ed in pochi secondi è pronta da utilizzare sul proprio smartphone. 

http://www.lovetux.eu/wp-content/uploads/2011/03/android-logo.jpg

Purtroppo anche il mondo della telefonia con l'aumentare delle capacità dei sistemi operativi è diventato un campo d'azione per la pirateria informatica, ed è in questo universo che si inserisce il concetto di Black Market, in pratica il mercato nero delle App.

Con questo termine non si indica un sito o una risorsa precisa, ma si definisce Black Market una qualsiasi applicazione che venga proposta tramite un canale diverso da quello del MarketPlace ufficiale.

Vi chiederete quale è il problema nell'ottenere una determinata applicazione in modo alternativo. Semplicemente è una operazione potenzialmente pericolosa, oltre che illegale se l'applicazione in questione viene proposta con termini di distribuzione diversi rispetto a quanto si trova nel Market ufficiale.

Ad esempio, per scaricare una applicazione gratuita vi si chiede di cliccare su un determinato link : dietro questo link potrebbe nascondersi una tentativo di installare uno spyware nel vostro pc, ma questo è solo uno dei possibili pericoli.

Più dettagliatamente le applicazioni Black Market possono essere distribuite secondo tre criteri : 

1) Applicazioni a pagamento distribuite in forma gratuita : in questo caso il problema è essenzialmente morale oltre che legale, in pratica si utilizza un software piratato. Chi l'ha pubblicato in forma gratuita agisce solo per motivi ideali, ma usufruirne incentiva la pirateria, quindi si commette un reato. 

2) Applicazioni a pagamento rivendute : il problema in questo caso è doppio, oltre ad incentivare la pirateria si viene anche truffati. Si paga per ottenere un prodotto di dubbia qualità e potenzialmente realizzato per un secondo fine, che può essere il semplice guadagno alle spalle del creatore originale del software o anche il suo utilizzo come specchietto per le allodole, con cui si attrae una potenziale vittima per una frode informatica come può essere il furto dei dati della carta di credito.

3) Applicazioni modificate :  in questa categoria ricadono le applicazioni che vengono modificate e rimesse in rete sia in forma gratuita che a pagamento. Il rischio è che le modifiche servano per scopi illegali o semplicemente siano pensate per ottenere un guadagno alle spalle dell'utilizzatore tramite il prelievo di informazioni sensibili da rivendere a chi è interessato al loro utilizzo. 

http://www.theandroidsoul.com/wp-content/uploads/2011/01/Black-Market-ROOT-ONLY-Android-App_thumb.jpgDopo questa breve descrizione del mercato nero delle applicazioni vorrei proporre una breve riflessione : vale la pena di correre il rischio di essere truffati per pochi euro ? Pensate che chi sviluppa e commercia software è un imprenditore come tutti gli altri, rubare in un supermercato è un'azione illegale e difficilmente si è disposti a farlo a meno che non ci si trovi in condizioni economiche davvero disagiate; bene, utilizzare un software pirata su uno smartphone in molti casi equivale a rubare un pacchetto di caramelle.

 

P.S : Chiaramente sono opinioni personali dell'autore, ognuno è libero di agire come più ritiene opportuno.  

 

 

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Published by informaticamente - in Telefonia e Comunicazione
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