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13 novembre 2012 2 13 /11 /novembre /2012 13:13

http://static.ddmcdn.com/gif/streaming-video-audio-7.gifFuori in 60 secondi: è il titolo di un film con Nicholas Cage, ma potrebbe anche essere utilizzato come motto di tutti gli utenti che utilizzano regolarmente servizi di streaimng video come youtube, dailymotion ecc.

A rendere nota tale scoperta è uno studio pubblicato da gigaom, che mostra una statistica riguardante i tempi di attesa per la fruizione dei video in streaming e che mostra dei risultati abbastanza interessanti: 

secondo quando riportato dall'autore infatti nel 95% dei casi, al momento di scegliere un video in streaming attese superiori ai 50 secondi per il suo caricamento portano inevitabilmente l'utente ad abbandonare la pagina in questione. Cifra che raggiunge la totalità nel caso l'attesa si proroghi oltre il minuto. 

Poco? troppo? in realtà quanto tempo si vuole attendere per visualizzare un contenuto dipende da molti fattori: ad esempio se è disponibile in diversi siti allora è probabile che gli utenti cambino pagina anche prima (lo studio addirittura indica in 2 secondi il tempo massimo di attesa per il 5% dei soggetti), in caso contrario invece l'attesa potrebbe anche prolungarsi. 

Non solo, se il video è ini HD ovviamente ci vorrà più tempo per caricarlo, e lo stesso discorso vale a seconda della rete utilizzata: sotto rete mobile è naturale attendere di più, se invece si naviga con rete a fibra ottica o ADSL l'utente si aspetta una risposta quasi real-time (non inteso come canale TV) e tende a cercare alternative con maggiore frequenza. 

Ma messo da parte il lato soggettivo della questione è interessante notare come la regola dei 4 secondi (il tempo massimo che un utente sarebbe disposto ad aspettare per il caricamento di una pagina internet) al tempo del web 2.0 sia ancora valida anche se con le dovute modifiche dettate dalla tecnologia. 

Se fino a qualche anno fa 4 secondi erano un tempo abbastanza lungo per via delle relativamente poche informazioni da caricare nel browser, col passare del tempo e con il miglioramento della tecnologia il numero di informazioni da caricare per un banale sito internet è aumentato esponenzialmente.

E' diminuita invece la pazienza dell'utente medio, che abituato a reti super-veloci non solo in casa/ufficio ma anche in movimento non sembra più disposto a tollerare attese, anche di solo qualche secondo. Un bel problema per chi fornisce servizi web di ogni tipo, non solo audio/video: la Quality of Service diventa sempre più importante e nessuno può permettersi di rimanere indietro.

Per pochi secondi di potrebbero perdere milioni di utenti (e quindi di denaro) di questi tempi nessuna azienda se lo può permettere. 


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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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