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26 ottobre 2013 6 26 /10 /ottobre /2013 17:09

Siete accusati di violare una proprietà digitale? Negli USA potrebbero sequestrarvi il PC. Il problema è piuttosto complicato e vale la pena di spiegarlo nel dettaglio: un'azienda sviluppa un software per lo Stato dell'Illinois, un programmatore ne conserva il codice e ne sviluppa una versione uguale che decide di vendere per conto proprio. 

Da queste premesse arrivare a una causa legale era fin troppo semplice per un avvocato a stelle e strisce; la novità è che al programmatore incriminato sono stati sequestrati tutti i computer di casa per evitare la distruzione delle prove.

Un fatto completamente nuovo negli USA dove la costituzione garantisce il diritto alla difesa e di norma nessun giudice può agire in maniera preventiva senza avere prove di un reato (sarebbe così anche negli altri Paesi, ma non ci addentriamo in discorsi di questo tipo che è meglio).

Ma stavolta non è andata così: l'accusato, autodefinitosi hacker sui social network, proprio in virtù di questo titolo è stato ritenuto troppo avvezzo alla tecnologia e capace di distruggere le prove contro di lui molto velocemente; troppo secondo il giudice, che ha preferito anticiparne le mosse.

http://www.daniblog.it/blogtech/wp-content/uploads/2013/03/Anonymous-hackers.jpg

La cosa interessante è che in rete si sono scatenate le proteste da parte degli hacker, che non ci stanno a sentirsi criminalizzati nella loro totalità. Il termine secondo molti è sinonimo di criminale informatico ma in realtà come si legge su Wikipedia il suo vero significato è tutt'altro che negativa. 

In effetti sono non pochi i casi di hacker che mettono le loro capacità a disposizione delle aziende per aiutarle a risolvere i problemi dei loro software e la generalizzazione del significato negativo del termine non è per niente accettabile per molti di essi.

Purtroppo per loro però il giudice in questione non la pensa in questo modo e ha deciso di utilizzare solo il significato negativo del termine nell'indagine che sta portando avanti.

Chi ha ragione? Difficile dirlo: in realtà chiunque sappia usare un PC potrebbe essere in grado di cancellare il contenuto del suo HD: prendersela solo con chi si definisce hacker non sembra una strategia molto furba. 

Allo stesso tempo qualcuno potrebbe dire che non è molto furbo nemmeno copiare il codice di un software, venderlo e definirsi pubblicamente come un hacker. Cosa fare allora? Per ora aspettiamo di sapere come andrà a finire la storia.

   

 

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Published by informaticamente - in Software e Hardware
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