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23 gennaio 2012 1 23 /01 /gennaio /2012 19:00

Sono pochissimi i giorni passati dalla chiusura di Megaupload per mano degli agenti FBI, e probabilmente gli stessi fautori del provvedimento non pensavano di provocare un effetto a cascata di portata simile a quello che sta avvenendo in questi ultimi giorni. 

http://image.webmasterpoint.org/news/original/rapidshare-e-megaupload37736.gifIn pratica, gli altri siti di sharing online pur essendosi salvati dalla chiusura coatta causa pirateria sembrano aver subito il colpo, e stanno correndo ai ripari in tutti i modi per scongiurare che sui loro server si abbattano provvedimenti analoghi a quelli presi per Megaupload.

E' il caso di Filesonic, che da oggi ha deciso di modificare il suo funzionamento, disabilitando qualsiasi meccanismo di condivisione per diventare a tutti gli effetti un semplice servizio di storage online.

In pratica a partire da questa mattina gli utenti iscritti non potranno più condividere con altri i loro files, che resteranno salvati sui server della compagnia solo per usi esclusivamente personali.

Un pò meno drastiche le scelte di altri colossi del settore, come 4Shared e FileServe, che stanno limitando la loro reazione alla cancellazione dei file sospetti e al blocco degli IP provenienti dagli Stati Uniti. Una pratica, quella di tagliare quanto più possibile i ponti con gli utenti degli USA, che stanno mettendo in atto anche altri siti come ad esempio VideoBB e VideoZer, anche se a dire il vero questi ultimi già da prima della chiusura di Megavideo stavano eseguendo con un certo successo la cancellazione dei video coperti da Copyright. 

Non è ancora chiaro se questi provvedimenti siano stati presi in modo definitivo o solo come misura temporanea in attesa di chiarimenti; è però da notare come ci siano voci fuori dal coro.

E' il caso di Rapidshare che per bocca del suo staff dichiara con spavalderia e faccia tosta di non aver nulla da temere e di essere sicuro che nulla potrà portare alla chiusura dei propri servers.  

Insomma la situazione è tutt'altro che chiara, con alcuni dei principali siti di hosting gratuito che stanno correndo ai ripari per evitare interventi da parte del Governo USA e altri che invece dichiarano di essere in regola al 100%. Non resta che attendere e vedere chi avrà avuto ragione, io nel frattempo ho reinstallato BitTorrent.  

 

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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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