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9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 19:15

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/04/National_Security_Agency.svg/718px-National_Security_Agency.svg.pngOramai non passa giorno in cui non spunti qualche notizia relativa al DataGate e a come la National Security Agency sia riuscita nel corso degli anni a carpire dati da praticamente qualsiasi attività online attualmente in voga. 

L'ultima rivelazione di Edward Snowden ha però del clamoroso: sembra infatti che a essere messi sotto controllo fossero anche i videogiocatori.

Agenti della sicurezza inglesi avrebbero avuto la missione di giocare a World Of Warcraft e Second Life; non tanto perchè l'agenzia era interessata alle abitudini dei gamers, ma allo scopo di controllare cosa si dicessero e che genere di informazioni si scambiassero attraverso le piattaforme di instant messaging associate a questi giochi. 

Il pericolo che i potenziali terroristi potessero usare la chat dei giochi online per scambiarsi messaggi in codice sembra piuttosto remoto, ma la NSA nell'ambito del suo lavoro non ha lasciato niente al caso decidendo di interessarsi ad ogni mezzo di comunicazione utilizzabile dagli internauti.

Addirittura sui server di WoW ci sarebbero state più squadre di infiltrati pronti a carpire informazioni agli utenti, con le varie agenzie nazionali che si tenevano in contatto in modo da evitare di interferire l'una nel lavoro degli altri.

Perchè? Pensate un attimo alle chat vocali: riconoscere la voce di un sospettato potrebbe essere molto utile per sapere dove si trova in un certo momento (e pazienza se è improbabile che un pericoloso terrorista passi il tempo a chattare sui server dei giochi online).

Non c'è più niente di sicuro in giro per la rete? A quanto pare è così. La privacy degli utenti sembra essere sempre più un dettaglio e ogni giorno difenderla diventa più difficile; cosa fare per riuscire nell'impresa non dipende solo dagli utenti ma sopratutto da chi fornisce loro i servizi.

Molte aziende stanno iniziando a reagire, ma fanno sul serio o è solo un modo per tenersi buoni i clienti? Difficile dirlo. 


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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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