Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
4 aprile 2013 4 04 /04 /aprile /2013 19:00

Il confine fra moralismo e precauzioni sembra essere piuttosto sottile negli Stati Uniti, dove il problema della sicurezza informatica è sempre in primo piano. Così le regole imposte agli utenti da AT&T per l'inserimento delle password oltre a farci sorridere impongono anche una piccola riflessione; ma procediamo con ordine.

L'azienda statunitense ha infatti deciso di includere nell'elenco delle password non utilizzabili tutte le stringe di testo contenenti parole oscene. Ai più potrebbe sembrare una scelta bigotta e guidata da moralismo esasperato, ma in realtà c'è molto di più dietro questa nuova politica di sicurezza. 

http://www.ieverythingtech.com/wp-content/uploads/2013/01/att-funny.jpg

Sembra infatti che fra le password più utilzzate ci siano proprio quelle oscene; un semplice attacco dizionario opportunamente corretto quindi potrebbe facilmente ricavare gran parte delle password utilizzate dagli utenti AT&T.

Da quì a chiedere agli utenti di scegliere password più educate e sicure il passo è stato abbastanza breve; ma la decisione non è stata presa molto bene da parecchi utenti decisamente scontenti di sapere che la propria password non è accettata dall'azienda e convinti che l'azienda nasconda qualcosa di più grave.

In molti infatti sostengono che una password dovrebbe essere segreta al punto che nemmeno sui server dell'azienda debbaessere leggibile in chiaro e si sono scagliati contro l'azienda, colpevole di conoscere le password dei suoi utenti.

Un ragionamento sbagliato però: innanzitutto perchè anche se criptata una password può comunque essere ricavata da un algoritmo di decodifica, in secondo luogo perchè l'azienda deve per forza avere un meccanismo per sapere quale è la password associata a un account, altrimenti come si fa a reimpostarla in caso di necessità?

Ad ogni modo l'elenco per ora comprende solo le parolacce inglesi, gli utenti italiani di AT&T sono salvi e possono continuare a scrivere quello che gli pare.  

Condividi post

Repost 0
Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
scrivi un commento

commenti