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18 dicembre 2012 2 18 /12 /dicembre /2012 18:32

La chiusura di Megaupload, Megavideo e Megaporn è stato senza dubbio l'evento più traumatico che abbia mai colpito il mondo di internet.

In un solo colpo infatti sono scomparse le piattaforme più importanti in assoluto per quanto riguarda il file sharing e lo streaming video; non solo, l'evento aveva anche generato con un effetto a cascata la chiusura di tutti i siti che più o meno velatamente si appoggiavano ai mega-siti

http://neovitruvian.files.wordpress.com/2012/01/megaupload-1024x819.jpg

Ma a quanto pare Kim Dotcom (per chi non lo sapesse l'ideatore della piattaforma di condivisione) a breve potrebbe tornare in possesso di tutti i suoi server, il tutto grazie a una serie di errori da parte degli inquirenti che gli avvocati difensori non hanno tardato di mettere in evidenza.

Partiamo da quello più grossolano: Kim Dotcom poteva essere estradato dalla Nuova Zelanda agli USA solo per un reato la cui pena prevista fosse maggiore di 5 anni. Fatto sta che il massimo della pena per la pirateria informatica nella terra degli All Blacks è di 4 anni, ragion per cui il processo se mai si farà, si dovrà tenere nell'isola dei kiwi.

Su questo aspetto lo stesso giudice incaricato di gestire la questione è stato molto chiaro: la giurisdizione dell'FBI vale esclusivamente sulle aziende con sede negli Stati UnitiL'azienda in questione aveva sede legale fuori dei confini americani e pertanto non è affatto scontato che ci sia la possibilità di celebrare il processo in questione.

Come se non bastasse sembra che la polizia neo-zelandese abbia commesso gravi irregolarità al momento del sequestro dei beni dell'accusato (sembra che le ordinanze provvisorie che hanno dato il via al sequestro non siano mai state rese definitive) che renderebbero praticamente nullo anche un eventuale processo di un tribunale locale.

Una bella notizia per il nostro Kim Dotcom che entro qualche mese potrebbe vedersi restituire (e di conseguenza potrebbe restituire ai leggittimi proprietari) tutto il materiale sotto sequestro.

Ma sopratutto una storia che potrebbe fare da caso di studio per tutti coloro che abbiano intenzione di emularne le gesta: aspiranti geni dell'informatica, anche l'FBI è battibile. Basta un buon avvocato e qualche milione di dollari da spendere per piazzare server in giro per il mondo. 


 

 

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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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