Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
31 marzo 2014 1 31 /03 /marzo /2014 17:24

Cercavate un gioco demenziale? Goat Simulator è quello che fa per voi! Chi non ha mai sognato di impersonare una capra completamente libera di scorrazzare in una città digitale, prendere a capocciate gli inermi passanti e collezionare gli achievement più disparati?

Vagamente ispirato alle serie di Tony Hawk e GTA questo gioco ci permette infatti di guidare una simpatica capretta in un ambiente di gioco completamente dstruttibile e in cui si potrà saltare sui tetti, sfondare staccionate e inseguire gli umani allo scopo di incornarli. http://bi.gazeta.pl/im/17/a1/eb/z15442199Q,Goat-Simulator.jpg


Decisamente nuova come idea: ma piuttosto interessante se dobbiamo giudicare il numero di prenotazioni sul sito ufficiale. Il prezzo in realtà non è di quelli particolarmente proibitivi (appena 9.99$) e questo probabilmente ha incentivato non poco gli utenti a prenotare la propria copia digitale, disponibile dal 1° Aprile sul sito ufficiale.


Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
29 gennaio 2014 3 29 /01 /gennaio /2014 18:02

Incredibile ma vero? Ovviamente non c'è certezza in merito e i diretti interessati smentiscono, ma sembra che la NSA riuscisse a spiarci anche attraverso uno dei giochi per smartphone più famosi in assoluto, ovvero Angry Birds

Almeno questo è quanto affermato dal dossier di Edward Snowden, che periodicamente rilascia pessime notizie riguardo la privacy degli utenti di internet.

http://picpulp.com/wp-content/uploads/2013/03/Angry-birds.jpg

Secondo le informazioni rilasciate infatti a partire dal 2007 la NSA avrebbe utlizzato le informazioni provenienti dalle cosidette leaky apps, cioè le app che collezionano più a meno all'insaputa degli utenti le più svariate informazioni, per i suoi scopi di lotta al terrorismo. 

E quale è una delle app più scaricate degli ultimi anni? Proprio Angry Birds. Ovviamente Rovio smentisce categoricamente di aver collaborato con gli spioni americani, affermando di aver utilizzato le informazioni catturate dal proprio gioco solo per poter mostrare pubblicità mirate al suo interno; quest'ultima pratica è piuttosto comune per le app gratuite e nei disclaimer pre-installazione sono specificati chiaramente a quali dati si accederà.

Ma qual'è la fine che fanno realmente queste informazioni? Nessuno ce lo dirà mai con certezza.

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
25 gennaio 2014 6 25 /01 /gennaio /2014 21:43

Alzi la mano chi non ha mai giocato a Candy Crush (se avete un Windows Phone vi perdono però). Il gioco che nel 2013 ha avuto un successo planetario è oramai diventato un must da gicoare almeno una volta anche solo per poter canzonare gli amici che non riescono a passare un livello.

Bene: King.com, l'azienda guidata dall'italiano Riccardo Zacconi e che sviluppa Candy Crush per tutte le piattaforme più importanti (tranne il già citato Windows Phone), ha portato a termine una trattativa clamorosa riuscendo ad ottenere il diritto di esclusiva per gli USA sull'utilizzo della parola Candy

In poche parole, chiunque voglia inserire nel nome del suo prodotto di intrattenimento la parola in questione dovrà chiedere il permesso a King.com, che potrà decidere di perseguire in tribunale ogni violazione dei suoi diritti.

http://app4smart.com/uploads/posts/2013-01/1357713035_can1.jpg

Lo United States Patent & Trademark Office si è infatti convinto delle ragioni dell'azienda, che in seguito al successo del suo prodotto ha dovuto fronteggiare la nascita di decine di cloni dai nomi piuttosto simili che hanno invaso il mercato alla ricerca di un riflesso di gloria, assegnandole i diritti di utilizzo di una parola piuttosto comune come appunto candy.

Ovviamente l'accordo non prevede che si debba chiedere il permesso anche per aprire uno dei classici Candy Shop che si vedono negli Stati Uniti; i diritti di King.com sono validi esclusivamente per i prodotti che vanno in concorrenza con Candy Crush (quindi videogames e app varie) anche se in teoria nessuno vieterebbe all'azienda di intentare una causa contro chiunque utilizzi in maniera impropria tale termine. 

In rete non mancano le polemiche: molti si dichiarano contrari a un simile diritto, ritenendo la parola di uso troppo comune, altri invece ritengono il provvedimento giusto e motivato. Chi ha ragione? Difficile dirlo.  

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
28 dicembre 2013 6 28 /12 /dicembre /2013 14:09

Negli ultimi anni i dispositivi mobili hanno avuto un'evoluzione incredibile sia dal punto di vista dell'hardware che di quello del software. Con smartphones e tablet potenti quasi quanto un PC di fascia media era scontato che il settore dei videogames giocasse un ruolo fondamentale per quello che riguarda le applicazioni a disposizione degli utenti. 

Un problema ulteriore per le grandi aziende del settore, che contestualmente alla diffusione di questi dispositivi hanno perso una buona parte degli utenti delle console portatili, relegate oramai al ruolo di devices per i soli appassionati.

Addirittura Nintendo starebbe pensando a un cambio di strategia quasi epocale: abbandonare il concetto di console e titoli in esclusiva per rilasciare giochi anche per tablet e smartphones.

http://www.gamerheadlines.com/wp-content/uploads/2013/11/127.jpg

La casa giapponese è da sempre legata a titoli come Super Mario e Zelda, nati e cresciuti esclusivamente per le console costruite dall'azienda di Kyoto; nonostante il successo di altre piattaforme infatti i giochi Nintendo non sono mai stati tradotti su hardware che non fosse quello pensato e prodotto dall'azienda. 

Ma qualcosa sta per cambiare: l'idea di Nintendo sarebbe quella di utilizzare i dispositivi mobili come veicolo pubblicitario ed attirare così gli utenti verso i propri prodotti. Come? rilasciando titoli anche per questi dispositivi, ma che offrano un'esperienza di gioco semplice e immediata che spinga gli utenti a passare alle console da loro prodotte per completarla. 

Niente versione di Super Mario Bros per smartphone quindi (anche se è possibile giocarci con gli emulatori in circolazione); piuttosto dei titoli complementari a quelli che hanno reso famosa l'azienda e che faranno da apripista alle console portatili e non di Nintendo. 

Nell'attesa di altre notizie non ci resta che sperare di vedere arrivare quanto prima sui nostri smartphones i personaggi più famosi del mondo dei videogames come Mario, Link e Donkey Kong.  

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
14 dicembre 2013 6 14 /12 /dicembre /2013 18:14

Brutte notizie per gli utenti di Youtube, specie per gli appassionati di videorecensioni e walkthrough. Sulla piattaforma video di Google infatti sono presenti migliaia di video che spiegano per filo e per segno come finire i giochi più famosi sia vecchi che nuovi; sembrerebbe che non ci sia niente di male e in effetti fino a qualche tempo fa era così. 

Ma le modifiche al sistema automatico di verifica del copyright, il famigerato Content ID, devono aver reso questo genere di contenuti illegale. La conseguenza è stata che gli utenti soliti pubblicare video dedicati alle proprie sessioni di gaming si sono visti recapitare avvisi di violazione del copyright a raffica. 

http://www.rudyhuyn.com/blog/wp-content/uploads/2013/05/YouTube1.png

I publisher e le software house (che da questi video ricavano un bel pò di pubblicità gratuita) negano ogni responsabilità in merito, dando la colpa solo a Google che per rispettare i diritti dei proprietari delle colonne sonore dei giochi e dei video ha penalizzato eccessivamente l'utenza.

A sua volta Google dice che la le modifiche al content ID sono state fatte in seguito alle richieste delle major e che i video dedicati alle sessioni di gioco sono trattati allo stesso modo degli altri, con buona pace degli utenti e dei publisher. 

Gli utenti però a questo punto pur non sapendo con chi prendersela rischiano seriamente di perdere tutti i video da loro pubblicati se questi riguardano i videogames.

Decisamente un brutto affare, anche perchè dietro c'è sempre la solita questione di soldi; una parte dei ricavi legati alla pubblicità arriva anche nelle tasche degli utenti oltre che di Google e i video legati ai giochi sono piuttosto gettonati sulla piattaforma, generando guadagni non indifferenti che a questo punto verrebbero a mancare sia agli utenti che all'azienda.

Come riparare al danno? Probabilmente rivedendo nuovamente le regole dei content ID, ma i tempi di questo eventuale intervento dipendono dalla volontà di Google.  

  

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
30 novembre 2013 6 30 /11 /novembre /2013 20:31

Il mezzo fallimento di Star Wars: The Old Republic non sembra essere stato abbastanza per Electronic Arts, pronta a sviluppare un nuovo titolo ambientato nell'universo tanto caro a George Lucas

I segnali lanciati dall'azienda in realtà sono abbastanza ambigui; ma spulciando fra le offerte di lavoro pubblicate sul sito aziendale e rileggendo attentamente i tweet degli ultimi tempi c'è chi giura che il prossimo progetto di EA sia proprio legato a Star Wars.

http://thedisneyblog.com/wp-content/uploads/2013/06/star-wars-battlefront-ea-e3-2013.jpg

Il gioco in questione dovrebbe essere open-world, ma non è ancora chiaro di che genere sarà. Potrebbe essere un nuovo Battlefront, un nuovo RPG o chissà cos'altro ancora; gli studi al lavoro sarebbero addirittura tre: EA Canada, DICE e Visceral Games. 

Decisamente uno sforzo notevole considerando che l'ultimo titolo che ha avuto la fortuna di fregiarsi del brand in questione non è andato poi così tanto bene.

Qualcuno magari avrebbe abbandonato i progetti in merito per concentrarsi su altri più fortunati (ed EA ne ha parecchi), ma l'azienda sembrerebbe intenzionata a riprovarci nella speranza di ottenere finalmente il successo che la saga di Guerre Stellari ha riscosso in tutti gli altri settori. 

Ci riuscirà? Nessuno può dirlo, almeno fino a che si resterà nel campo delle ipotesi e l'azienda non farà il primo annuncio ufficiale. 


Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
29 novembre 2013 5 29 /11 /novembre /2013 19:08

Una ricerca americana farà felici milioni di gamers sparsi per il mondo: i videogiochi violenti aiutano i bambini a sviluppare la loro intelligenza.

Questo è quello che afferma un articolo pubblicato su American Psychologist e che mostra come i videogiochi di ultima generazione possono essere utili per lo sviluppo delle capacità di risoluzione dei problemi dei bambini e della loro creatività.

Insomma, se prima i videogames erano visto solo in un'ottica negativa accusandoli di essere la causa di molti degli episodi di violenza che si verificano quotidianamente adesso arriva anche una voce a loro favore.

Questo però a detta degli stessi autori non vuol dire che non ci siano pericoli legati all'uso smodato dei videogames: il rischio di dipendenza, depressione ed esplosioni di violenza negli adolescenti che abusano di console, pc e giochi violenti resta. 

http://media.officialplaystationmagazine.co.uk/files/2012/11/modded-blackops2-controller.jpeg

 Viene però affiancato da un aspetto positivo: secondo lo studio infatti giocare agli FPS di ultima generazione aumenta la reattività degli adolescenti, rendendoli in grado di risolvere problemi in un tempo minore e di elaborare strategie anche piuttosto complesse nel poco tempo a loro disposzine prima di essere massacrati dai propri rivali online.

Chi gioca spesso ai videogames e non ne abusa in pratica riesce a cavarsela più velocemente in presenza di problemi di difficile soluzione; una capacità tutt'altro che da buttare se si considera che alla base di quelle che gli psicologi chiamano STEM Skills, dall'inglese Science, Technology, Engineering & Mathemathics

Un pò di scetticismo però resta: pensiamo a grandi menti del passato come Einstein, Leonardo da Vinci ecc. I videogames non facevano parte dei loro passatempi da bambino, eppure non si può negare che siano stati dei geni assoluti: al giorno d'oggi sarebbero anche campioni di Call Of Duty? Probabilmente sarebbero stati attratti dalle potenzialità dei computer come strumento non solo di studio ma anche di svago, ma forse ne avrebbero apprezzato prima di tutto l'aspetto serioso. 

Ad ogni modo dopo questa scoperta i genitori prima di sgridare i propri figli perchè passano troppo tempo alla Playstation dovranno pensarci bene; rischiano di rovinare il futuro di un genio. 



   

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
14 novembre 2013 4 14 /11 /novembre /2013 12:15

Di Football Manager 2013 e dei suoi successi contro la pirateria abbiamo parlato spesso; quello che mancava era qualche dato rilasciato direttamente da Sports Interactive che ci permettesse di capire se la sua strategia è stata davvero un successo oppure no.

Con un pò di ritardo la lacuna è stata colmata e alla London Game Conference 2013 Miles Jacobson (responsabile della serie) ha dato molte informazioni a riguardo, ottenute a sua volta grazie al tracciamento degli IP (come li hanno ottenuti? Questo non ci è dato saperlo).  

Le prime copie cracckate sono state attivate nel maggio 2012 e da allora più di 10 milioni di utenti ne hano usufruito (10.1 milioni per la precisione).

Di questi la maggioranza viene dalla Cina, con oltre 3.2 milioni di download; seguono la Turchia con 1 milione scarso e il Portogallo con 782.000.

L'Italia si piazza abbastanza bene con più di 547.000 (ma uno arriva addirittura dal Vaticano, c'è un appassionato di calcio a piazza San Pietro: che sia Papa Francesco, noto tifoso del San Lorenzo?).

http://screenshots.en.sftcdn.net/en/scrn/6649000/6649996/image-03-700x386.jpg

Nonostante questi numeri Jacobson però non si è detto affatto preoccupato stimando che le mancate vendite dovute alla pirateria siano state una cifra intorno a 180.000 rispetto alle loro previsioni di vendita.

Questo perchè in realtà il fatto che il crack (o la crack? Boh) sia uscito così in ritardo ha fatto in modo che molti utenti abbiano comprato una copia originale, cosa confermata dal fatto che le vendite siano crollate proprio in concomitanza dell'uscita della versione piratata.

Che altro aggiungere?  Sicuramente la strategia di SI è stata abbastanza positiva se si considera che la stessa software house si è dichiarata molto tranquilla nonostate 10 milioni e passa di copie pirata in circolazione. 

Sembra poi che anche quest'anno si sia deciso di applicarla, dal momento che le copie pirata attualmente in giro per la rete non funzionano poi tanto bene, con i clienti che lamentano crash improvvisi e blocchi vari.  

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
23 ottobre 2013 3 23 /10 /ottobre /2013 19:26

Valve è oramai pronta a presentare la sua SteamBox, ma più si avvicina il momento tanto atteso e più iniziano a farsi vedere gli scettici, intesi come coloro che non sono affatto convinti della scelta di Valve.

Primo fra tutti il fondatore di IdSoftware, John Carmack, che in una conferenza di Nvidia ha dichiarato apertamente di ritenere l'idea di Valve di convincere gli sviluppatori a concentrarsi su Linux un'idea quantomeno azzardata.

Il problema non sarebbe tecnico, dal momento che non ci sono dubbi sulle capacità di una versione linux ottimizzata per il gaming, ma economico/commerciale.

http://i2.wp.com/boygeniusreport.files.wordpress.com/2012/08/valve-steam-logo.jpg?w=618

Riuscirà Valve a spingere le software house verso la propria soluzione? Difficile secondo Carmack; il mercato dei videogames è quasi saturo e fra le varie console e il PC classico non è per niente scontato che la SteamBox riesca a ritagliarsi uno spazio vitale. 

In realtà la questione è piuttosto complicata e si presta a varie interpretazioni: da un lato è vero che se non ci sono utenti che spingono per una piattaforma è quasi impossibile che uno sviluppatore possa interessarsi ad essa; ma è anche vero che senza un parco software adeguate nessuna piattaforma (sia per la produttività che per il gaming) riesce ad attirare gli utenti. 

Bisognerebbe insomma che si crei una sinergia fra sviluppatori e produttori per fare in modo che le loro esigenze si incontrino a metà strada.

Quasi impossibile di questi tempi, dove conta sopratutto il profitto immediato e nessuno è disposto ad investire denaro senza la sicurezza di recuperarne almeno una parte. Come se la caverà la SteamBox? Fra qualche settimana ne sapremo di più.

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento
17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 11:21

Finalmente Valve inizia a mostrare qualche segno tangibile della sua SteamBox, la console (o forse il PC, anzi il PC-Console) che promette di dare filo da torcere ai mostri sacri del settore videoludico come Playstation e XBox.

Fino ad oggi però a parte i proclami e qualche anteprima non confermata non si era saputo niente di concreto a riguardo e la SteamBox tutto sembrava tranne che un progetto pronto per essere mostrato. Finalmente però arrivano le prime notize ufficiali, che tutto sommato sono anche un pò a sorpresa; iniziamo col dire che la SteamBox non sarà una sola, ma una famiglia di dispositivi con una base comune.

Ogni produttore potrà decidere come personalizzare il proprio dispositivo: avremo delle versioni estreme, adatte a chi vuole giocare in full HD e con i massimi dettagli ai titoli ammazza-computer, ma anche modelli di base, per chi si accontenta di poco e non ha bisogno di hardware potentissimo. 

http://www.tomshw.it/files/2012/12/immagini_contenuti/41675/steam-box_t.jpg

In generale però parliamo di una macchina con minimo 16GB di ram (abbastanza per qualsiasi gioco attualmente in commercio) processori i3, i5 o i7 a seconda del modello, scheda video che nel caso dei top gamma sarà una Nvidia Titan, altrimenti una semplice GTX 780 o GTX 760 con minimo 3 GB di memoria dedicata. 

La memoria interna sarà una soluzione ibrida: un bell'HD da 1TB ci permetterà di non avere problemi di spazio, un ssd da 8GB ci garantirà la massima velocità.

Non è ancora chiaro come funzionerà questo meccanismo, anche se a naso l'idea dovrebbe essere quella di tenere le installazioni usate di frequente sulla ssd e il resto su

Questo è quello che troveremo all'interno di una SteamBox a seconda della nostra possibilità di spesa e della nostra megalomania. Come sarà fatta all'esterno non ci è dato di saperlo; Valve ha promesso un'estetica particolarmente curata, con la possibilità di utilizzare una stampante 3d per creare il proprio case personalizzato seguendo degli appositi template.

 

Repost 0
Published by informaticamente - in Videogiochi
scrivi un commento