tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Fra le principali innovazioni introdotte negli smartphones di ultima generazione quella che più di tutte sta influenzando gli utenti è legata all’utilizzo degli assistenti vocali. E’ il sogno di tutti avere un cellulare, il vostro bel Samsung Galaxsy S3 o perché no il Samsung Galaxy S4 che secondo le voci sarà presentato a breve, che si comporti come Kitt (per i pochi che non lo conoscessero è la macchina protagonista di Supercar, altro che David Hasseloff) e con l’avanzare della tecnologia la sua realizzazione sembra sempre più vicina.
Avevamo già parlato di Siri, l’assistente vocale per iOS, ma non è solo Apple ad essere impegnata su questo fronte: i rivali di Google non sono rimasti a guardare e in Android (4.1 e 4.2) hanno implementato Google Now. Potrebbe sembrare una semplice scopiazzatura, ma in realtà gli sviluppatori di Google si sono impegnati molto per realizzare qualcosa che riuscisse ad unire quello che gli riesce meglio (le ricerche on-line) e l’interazione tramite voce con uno smartphone.

Ma come funziona questa meraviglia della tecnologia? Diciamo subito che ai più attenti alla proprio privacy sembrerà un tantino invadente: al primo utilizzo vi chiederà il permesso di accedere a posizione (in modo da indicarci sempre la strada giusta), agenda (per ricordarci gli appuntamenti ecc.)e cronologia delle ricerche (per rispondere in modo preciso alle nostre domande) e in generale a tutti i dati salvati sul nostro terminale.
Passata questa fase di apprendimento è possibile iniziare a usare Google Now: ad esempio chiedendogli “portami alla pizzeria più vicina” non si perderà in chiacchiere e attraverso l’interrogazione dei database del motore di ricerca e di Google Maps ci mostrerà le informazioni per prenotare, le eventuali recensioni del locale e ci guiderà lungo il percorso da casa nostra al tavolo che abbiamo prenotato.
Ma questo è solo uno dei molteplici utilizzi che si potranno fare di questa tecnologia: man mano che si utilizza le informazioni collezionate diventano più dettagliate e personalizzate in base alle abitudini dell’utente in modo da fornirgli sempre la risposta giusta. Altro esempio: avete ricercato spesso informazioni su film d’azione? Google Now quando gli chiederete “cosa c’è in TV stasera?” vi mostrerà con particolare risalto i programmi che più corrispondono a questo criterio implicito.
Ma è bene chiarire che tutta questa tecnologia seppur gratuita ha un prezzo: la nostra privacy. Tutte le informazioni che lasciamo collezionare a Google Now restano in possesso di Google a tempo indeterminato e saranno utilizzate per gli scopi più svariati: l’azienda potrebbe ad esempio usarli per mandarci pubblicità mirate sul browser oltre che sullo smartphone, o addirittura (ma questa è fanta-politica) potrebbe venderli a qualche governo che vuole tenere sotto stretto controllo i suoi cittadini.
Insomma, il prezzo da pagare per smartphones sempre più umani è trovarci tutti nel grande fratello. Non è un male forse, ma di certo non è un bene.