tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
La corsa allo smartphone più potente non sembra arrestarsi, con i produttoti alla continua ricerca dell'hardware più performante e dalle super-prestazioni.
Ma non basta dichiarare di aver prodotto un top-smartphone, bisogna anche dimostrarlo; come? Attraverso i Benchmark, programmi fatti girare sui terminali con lo scopo preciso di misurarne le prestazioni.
Purtroppo però non tutti i produttori sembrano essere onesti: ultimamente nell'occhio del ciclone è finita Samsung, accusata di aver truccato i benchmark prima del Galaxy S4 e poi del Galaxy Note 3. Le giustificazioni sono arrivate subito: l'azienda coreana ha infatti dichiarato che la colpa non è sua, ma del software dei benchmark, che ha scavalcato le routine che gestiscono le prestazioni allo scopo di ridurre il consumo di batteria per misurare la potenza pura dei terminali.

In realtà qualche indagine più approfondita disponibile a questo link mostra che sono quasi tutti i produttori (tranne Apple e Motorola secondo alcuni) a utilizzare software di benchmark modificati appositamente per mostrare risultati migliori di quello che sono in realtà.
Decisamente un bel problema per la credibilità dei produttori: a questo punto nessun benchmark sembra essere attendibile e tutto questo non fa che confondere (e imbestialire) gli utenti.
A dire il vero la maggior parte non si interessa poi tanto di quale sia lo smartphone più potente, ma alcuni tengono molto a queste cose e giustamente protestano.
Purtroppo però proprio loro sono la causa di questa situazione: se l'utenza continua a chiedere terminali potentissimi i produttori quando non riescono a realizzarli fanno in modo di farceli sembrare, anche al costo di truccare i test.