tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Ottime notizie per i gamers più incalliti: uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry afferma infatti che giocare ai videogames aumenta la materia grigia nelle zone del cervello dedicate al controllo dei movimenti, della memoria e del linguaggio.
Un risultato decisamente diverso da quello che invece è il pensiero dei genitori medi: cioè che i videogiochi non fanno altro che rincitrullire i ragazzini.
Lo studio del Max Planck Institute ha invece mostrato che giocare per 30 minuti al giorno ai videogames non solo non fa male, ma addirittura ha un effetto benefico sull'ippocampo (la parte del cervello che sovraintende alla memoria e alla percezione sensoriale).
E' stato inoltre osservato che i risultati migliori sono stati ottenuti dai soggetti che hanno affermato di essersi divertiti durante il gioco (per la cronaca, i test sono stati effettuati su Mario 64 per Nintendo DS). Tutto merito della dopamina rilasciata dal cervello quando una persona è impegnata in attività piacevoli e che secondo i ricercatori è responsabile anche dell'aumento della materia grigia.
In realtà non c'era bisogno di essere ricercatori per notare come negli ultimi anni i bambini che utilizzano i videogiochi e la tecnologia in generale siano più svegli rispetto a quando noi 30enni avevamo la loro età.
Adesso lo conferma anche la scienza e oltre a qualche battutina vengono fuori anche risvolti interessanti legati alla possibilità di curare le malattie neuro-degenerative coi i videogames.
Magari in un futuro non troppo lontano il medico ci prescriverà di giocare a pac-man per guarire da i nostri problemi mentali; mica male come terapia.