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tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica

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Google Music: il servizio musicale "on the cloud" di casa Google

Grandi novità sul fronte della musica in streaming, Google annuncia ufficialmente l'uscita del suo servizio Music e lancia la sfida a iTunes Match e Amazon.

http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSe0szIeIOr2NQpyamBbKAgAMraPZV2fKaO8LcY2ZoQxXnyB2wJVowxx294YATerminata la fase di Beta Testing il servizio musicale cloud-based dell'azienda di Mountain View è per ora disponibile solo negli Stati Uniti, ma promette di essere disponibile a breve in tutto il mondo: vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Il servizio fornito da Google si propone come un nuovo modo di usufruire della musica on-line, e permette di caricare sulla propria nuvola fino ad un massimo di 20.000 canzoni in formato mp3 a 320 Kbps, condividerle con i propri contatti e sincronizzarle con i dispositivi Android. E' possibile anche acquistare tracce sul market; un sistema di pubblicità basato sui contenuti caricati offrirà periodicamente brani che rispecchiano i gusti dell'utente, che in questo modo sarà sempre aggiornato sulle ultime novità musicali. Il catalogo è piuttosto ampio, con oltre 13 milioni di brani disponibili al lancio del servizio: sono presenti le maggiori etichette discografiche (EMI, Sony, Universal) ed un buon numero (oltre 1000) di etichette indipendenti. Molti i brani gratuiti disponibili, per quelli a pagamento i prezzi sono in linea con quanto offerto dai concorrenti, da 69 Cent a 1,29 Euro. 

Purtroppo attualmente in catalogo non sono presenti artisti cui i diritti appartengono a Warner Music: è un problema non di poco conto (Warner detiene circa il 20% del mercato musicale), che probabilmente inciderà sulla diffusione iniziale del servizio.  

http://www.ilsitoblu.com/wp-content/uploads/2011/11/google-music.jpg

L'ascolto dei brani salvati sul proprio account Google Music può avvenire sia in streaming che off-line, tramite il download sul proprio dispositivo Android del file corrispondente. Inoltre gli sviluppatori hanno pensato bene di integrare il servizio con Google+ in modo da permettere l'ascolto della nostra musica a tutti i nostri contatti sul social network.

Resta da vedere come si comporterà Google in merito ai brani caricati direttamente dall'utente: l'idea è quella di seguire la strada tracciata da youtube ed impedire di caricare sugli account tutti i contenuti che violano la proprietà intellettuale delle case discografiche, in modo da spingere l'utenza all'acquisto legale della propria musica. Purtroppo questa linea d'azione si scontra con il concetto di contenuto privato alla base del cloud storage e bisognerà vedere se i controlli saranno più o meno permissivi.

Interessante l'introduzione degli Artist Hub, che permetteranno agli artisti sconosciuti al grande pubblico di caricare e mettere in vendita i propri brani in maniera indipendente. l'idea è quella di separare questi contenuti da quelli delle Major, in modo da favorire sia la ricerca da parte dell'acquirente che gli artisti, che compariranno in un catalogo a parte senza scontrarsi con i padroni della Hit Parade. 

 

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