tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
I social network sono un grande strumento di comunicazione, ma da quando hanno iniziato a diffondersi in rete il mondo del lavoro si è posto un grande interrogativo: come influenza la produttività dei dipendenti?
Secondo molte aziende permettere ai lavoratori di accedere ai social network durante l'orario di lavoro è negativo. Alcuni studi, in particolare uno di Microsoft, indicano che in media fra Facebook, Twitter ecc. ogni lavoratore spende almeno 21 minuti all'ora; in pratica più 1/3 della giornata lavorativa è impiegato in attività diverse da quelle necessarie. Troppo, al punto che ogni anno questa pratica costerebbe alle aziende circa 650 milioni di dollari di profitti.
Di parere opposto è invece uno studio dell'Università di Singapore: secondo i ricercatori asiatici infatti se ogni 90 minuti di lavoro si fa una pausa di 10 minuti sui social network si diventa più produttivi rispetto a chi la pausa la fa al bar per prendersi un caffè.
Riassumendo: se da un lato utilizzare i social network distrae gli impiegati al punto da costringere le aziende a bloccare con ogni mezzo i siti non indispensabili al lavoro, dall'altro sembra che ogni tanto una pausa su Facebook non sia per niente negativa, anzi aiuti i dipendenti ad essere più concentrati sul lavoro successivo.
Cosa dobbiamo pensare quindi? Ci viene in aiuto un ulteriore studio, stavolta dell'Università di Melbourne. Il segreto starebbe nella quantità di tempo passato sui social network: entro la soglia del 20% del tempo passato in ufficio l'utilizzo dei social network avrebbe un effetto positivo sui lavoratori, se invece è di più iniziano i cali di produttività.
Insomma dirigenti di uffici e/o aziende, se volete impiegati più produttivi piuttosto che staccare la connessione di rete ai vostri dipendenti dovreste iniziare a pensare ad attivarla ad intervalli di tempo prefissati. Un colpo al cerchio ed uno alla botte direbbero gli anziani.