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tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica

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In Germania ogni provider pagherà i diritti d'autore per i siti indicizzati

http://www.monetizzando.com/wp-content/uploads/Google-Adsense-Tasse-Cosa-Sapere-300x300.jpgTutti usiamo i servizi dei motori di ricerca: oramai la cosa più semplice da fare quando si vuole conoscere qualche informazione su qualcuno/qualcosa è andare su Google, Bing o su qualunque sia il nostro motore di ricerca preferito e digitare una parola: ci si aprirà un mondo di notizie, siti, pagine amatoriali e/o ufficiali su ogni argomento. 

Fino ad oggi il funzionamento dei motori di ricerca è stato una fonte insauribile di guadagno per i provider, che si fanno pagare piuttosto bene da chi gestisce un sito affichè questi compaia più avanti possibile nei risultati di una ricerca. 

Ma le cose potrebbero iniziare a cambiare a breve e la causa di tutto potrebbe essere il Parlamento tedesco, che con una proposta di legge sui diritti d'autore minaccia seriamente di intaccare il potere dei motori di ricerca sulla rete.

In pratica la nuova legge che dovrebbe entrare in vigore in Germania obbligherà i motori di ricerca a pagare i diritti d'autore agli organi d'informazione ogni qualvolta compaiano fra i risultati di una ricerca.

Facciamo un esempio pratico e prendiamo come riferimento Google News (ma potrebbe essere un qualsiasi servizio di notizie) su ogni link relativo a una notizia dovrà essere pagato il copyright al sito/testata di riferimento. 

Capirete che una simile innovazione se da un lato farà contentissimi gli editori, a cui non sembra ero di riuscire a guadagnare dalle ricerche in internet, dall'altro lascia abbastanza interdetti i provider, che in una simile situazione sarebbero costretti a pagare praticamente per qualsiasi ricerca venga effettuata dagli utenti. 

In particolare è Google a protestare: il motore di ricerca più utilizzato in assoluto ha già fatto sapere che una simile legge mette in pericolo l'esistenza stessa di internet, che è per definizione una condivisione di informazioni. In effetti il pericolo reale è che vedendosi costretti a pagare i provider inizino a fornire risultati delle ricerche non più influenzati dall'effettivo successo dei siti, ma in base a chi è disposto a pagare di più per comparire in essi o peggio ancora in base a chi decide di rinunciare au diritti d'autore sul proprio sito.

Ovviamente il Parlamento tedesco respinge le accuse e dichiara che il provvedimento sarà valido solo per i portali che hanno scopo commerciale, anche se forse hanno dimenticato che praticamente tutti i motori di ricerca hanno fini commerciali e che quasi nessuno mette in piedi un meccanismo simile gratis.   

In attesa di capire quale sarà l'evoluzione della vicenda non ci resta che sperare che il nostro Governo fra una tassa e l'altra non decida che dopo le bibite gassate arrivi il momento di tassare anche le ricerche su Google.

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