tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Se c'è una cosa che più di tutte ha subito i cambiamenti portati dall'era digitale questa è sicuramente il modo di vivere la realtà di tutti i giorni.
Per notare questo cambiamento non bisogna nemmeno andare troppo indietro nel tempo, le differenze sono evidenti già confrontando il periodo attuale con quanto accadeva nella nostra vita da adolescenti (ebbene si, sono vecchio...): negli anni 80-90 ad esempio era fantascienza pura la possibilità di prendere l'iPad e prenotare un viaggio seduti comodamente sul proprio divano.
I creatori di Facebook e Twitter erano neonati (o magari non erano nemmeno nati ancora) e l'unico modo per seguire un vip era fare il paparazzo.
Non solo: non c'era ancora il GPS, e per andare in posti mai visti prima ci si affidava al prossimo chiedendo informazioni agli incroci oppure si apriva il cruscotto per consultare la mitica carta stradale dell'Italia.
Per sapere a che ora c'era il primo treno per Roma si andava in stazione a guardare il tabellone con gli orari, mica si apriva il sito di Trenitalia.
Sui treni non c'era il Wi-Fi e al massimo potevi passare il tempo chiacchierando col vicino di posto oppure leggendo (e il libro era di carta, non un e-book).
Se volevi ascoltare un po' di musica c'era il walkman con le cassette (a Napoli rigorosamente mixed by Erry), poi venne il lettore cd e sembravi un figo esagerato ad averlo. Mica come l'iPod, che oggi ti permette di scegliere fra migliaia di brani.
Per giocare poi avevamo il Monopoli, lo scarabeo e l'allegro chirurgo, se ci diceva male facevamo la battaglia navale sui fogli a quadretti, non c'era nemmeno la psp (c'erano i primi gameboy però, e io ho convinto mio padre a comprarmelo a forza di lamenti e piagnistei...) e a mazzate con gli amici ci facevi per davvero, non con la wii.
Per telefonare dovevi cercare una cabina libera e cambiare i gettoni al bar, i cellulari iniziavano a comparire e chi c'è l'aveva era uno che voleva farsi notare (oggi invece per fare l'alternativo non devi avere il cellulare, e nemmeno esser su Twitter, Facebook ecc.).
Se eri venuto bene in foto lo scoprivi solo alla fine del rullino, le foto istantanee le facevamo con la Polaroid (e dovevi scuotere la foto per 5-6 minuti prima di riuscire a vedere qualcosa) e pazienza se avevi gli occhi chiusi, nessuno poteva farci niente.
Anche per comporre queste parole avrei dovuto usare la macchina da scrivere e non il notebook, e probabilmente le avrei scritte nel diario segreto e non in un blog.
Insomma, tutto quello che facciamo oggi con facilità forse non lo apprezziamo abbastanza, ma è davvero un passo avanti oppure si stava meglio prima, quando la tecnologia era limitata al minimo indispensabile?