tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
A Natale siamo tutti più buoni tranne la RAI che proprio in questo periodo sta considerando l'ipotesi di iniziare un procedimento legale nei confronti di Google e YouTube.
Materia dello scontro sono i video di proprietà della Radio Televisione Italiana che gli utenti caricano in rete sensa alcun consenso danneggiando di fatto servizi come Rai Replay che offre la possibilità agli utenti di rivedere in streaming le trasmissioni già andate in onda.
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Sarebbero circa un migliaio i video sotto accusa e l'azienda starebbe vagliando l'ipotesi di chiedere chiarimenti a Google in merito, per poi proseguire con la richiesta di cancellazione e/o di risarcimento nel caso non vengano presi provvedimenti.
Ma la nostra TV di stato non è la prima a scagliarsi contro YouTube: già nel 2008 Mediaset intraprese una strada simile e anche negli altri Paesi molte altre TV hanno nel corso degli anni avuto modo di ridire contro il sito di streaming per eccellenza, reo di rubare migliaia di telespettatori che lo utilizzano in alternativa al classico apparecchio televisivo.
In realtà il tutto è riconducibile a un discorso esclusivamente economico: sono tantissime le reti televisive che hanno stretto accordi con Google per far comparire (dietro pagamento) spezzoni e trasmissioni complete su YouTube e anche la RAI ha il proprio canale ufficiale.
Il problema è che dai video che non passano tramite questo canale l'azienda non ricava alcun guadagno. Eliminandoli dai server di Google chi vuole guardare contenuti dei canali RAI in streaming lo dovrà fare o tramite il sito ufficiale oppure guardando i video del canale YouTube (da cui l'azienda incassa una percentuale sulla pubblicità).
Non è chiaro come l'azienda intende raggiungere questo obiettivo: ci si potrebbe arrivare a un accordo pacifico oppure tramite una causa legale. Ma quest'ultima ipotesi sarebbe sicuramente più complessa, sia per la lughezza del procedimento che per l'incertezza del risultato.
Non ci resta che attendere altre notizie in merito.