tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Che la tecnologia aiuti le persone nella vita di tutti i giorni è un fatto risaputo, basti pensare a quanto tempo risparmiamo effettuando il pagamento delle bollette tramite internet piuttosto che andare alla posta a fare ore di fila per trovare lo sportello chiuso.
Quello che non tutti sapevamo (almeno secondo la British Columbia University) è che l'uso della tecnologia per comunicare rende più facile mentire di quanto non lo sia farlo faccia a faccia. Uno studio condotto su 170 studenti ha infatti appurato che più il metodo di comunicazione usato permette di essere anonimi, tanto più l'utilizzatore tende a mentire.
In pratica la ricerca consisteva nel simulare tramite un gioco la vendita di azioni, intepretando la parte del broker con lo scopo di venderne il più possibile, e di comunicare con il potenziale acquirente tramite diversi metodi (conversazione dal vivo, videoconferenza, via telefono o in chat).
Al broker veniva comunicato prima della conclusione delle vendita che le azioni stavano dimezzando il loro valore, al cliente invece veniva detto solo alla fine della transazione.
Alla fine di quest'ultima (conclusa con successo o meno non aveva importanza ai fini dell'esperimento) è stato chiesto al cliente se il broker gli avesse comunicato la notizia del deprezzamento delle azioni. I risultati hanno mostrato che al 95% dei clienti contattati via chat è stato comunicato il prezzo iniziale (quindi più alto del valore effettivo), quota che scende al 31% nel caso di colloquio a quattr'occhi e al 18% nel caso di contatto telefonico. Insomma più il contatto fisico tra cliente e venditore diminuisce, più quest'ultimo è portato a mentire pur di portare a termine la vendita guadagnando la cifra maggiore.
La cosa strana è che secondo la ricerca si è più portati a mentire dal vivo che via telefono, ma questo (azzardando una ipotesi) è dovuto al fatto che il proprio numero di cellulare oramai è diventato come un vero e proprio dato anagrafico, ed associarlo a comportamenti negativi risulta più problematico che associarvi la propria faccia (a cui in fin dei conti si può sempre dare un nome finto).
In realtà i risultati della ricerca non sono cosi eclatanti se si pensa a quante volte via chat e sui forum si è usato l'anonimato per dire cose che altrimenti non avremmo mai detto; quello che ci da un pò da pensare è che nonostante sia risaputo che transazioni fatte via internet (ad esempio su ebay o su un qualsiasi sito di offerte sottocosto) siano in generale più soggette a comportamenti truffaldini rispetto ad operazioni fatte dal vivo gli acquisti on-line continuano ad aumentare costantemente.
La raccomandazione è sempre la solita, quando fate acquisti on-line verificate sempre che dall'altro lato del monitor ci sia una società o una persona seria, e non lasciate in giro per la rete i vostri dati personali con eccessiva disinvoltura.