tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Il Datagate è stato senza dubbio l'evento informatico più importante del 2013; le polemiche che ha generato non sono passate inosservate agli utenti, oramai sfiduciati nei confronti delle aziende coinvolte in modo più o meno consapevole e hanno costretto queste ultime a prendere provvedimenti in merito.
Molto attiva sotto questo aspetto si sta dimostrando Microsoft, che sul suo blog ufficiale ha annunciato l'intenzione di contrastare la NSA in tutti i modi legalmente possibili. L'azienda si è detta molto preoccupata per la privacy dei propri utenti, al punto da decidere di applicare tutte le tecniche a sua disposizione per garantire loro la massima sicurezza.
Ad esempio sarà aumentata la trasparenza delle applicazioni: sarà possibile analizzare gran parte del codice del software Microsoft in modo da permettere ai più smanettoni di controllare che all'interno non siano presenti backdoor o funzioni che in qualche modo siano utilizzate per spiare gli utenti.
Le comunicazioni private degli utenti saranno criptate con la cifratura a 2048 bit, in modo da rendere a prova di crack i server su cui sono conservati i dati di Outlook, SkyDrive, Office 365 e in generale su tutti i servizi online dell'azienda.
Ma non solo: l'azienda promette anche un maggiore impegno dal punto di vista legale per evitare che la NSA possa appropriarsi con facilità dei dati personali degli utenti.
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Insomma: niente più apertura totale dei server aziendali, anche se la collaborazione con il governo USA non potrà essere interrotta in alcun modo.
Si cercherà però in tutti i modi di tutelare gli utenti senza per questo pregiudicare la sicurezza nazionale; è un pò difficile immaginare come si raggiungerà questo obiettivo, ma tutto sommato è una dichiarazione di intenti ben chiara e che mostra tutta la buona volontà dell'azienda.
Ovviamente non mancano gli scettici: sono moltissimi a non credere a quanto dichiarato da Microsoft e a pensare che siano solo dichiarazioni di facciata. In effetti i dubbi sono molti; e se la backdoor fosse inserita nelle parti di codice proprietario (non disponibili a tutti per ovvi motivi)?
Ma queste sono ipotesi: non ci resta che aspettare le prossime mosse di Microsoft e vedere se davvero manterrà la parola o resteranno solo chiacchiere.