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Poco meno di un anno fa si è tenuto il primo IPv6 Day, il giorno in cui si è testata la reazione di internet alla nuova versione del protocollo IP, resasi necessaria per sopperire in maniera definitiva alla saturazione degli indirizzi IP.
Ma che cosa è IPv6? Partiamo da una considerazione: il protocollo IPv4 utilizza 32 bit per formare un indirizzo IP (l'insieme di numeri che identifica univocamente un computer sulla rete): facendo un pò di conti fa più o meno 4,3 miliardi di indirizzi singoli. Sembrerebbero abbastanza, ma considerando che praticamente qualsiasi dispositivo mobile e non è in grado di connettersi in rete non sono affatto sufficienti.
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Nonostante varie tecniche come DHCP e NAT permettessero di utilizzare meno indirizzi IP del necessario il bisogno di un nuovo modo di assegnare questi indirizzi si è fatto sempre più pressante; nasce quindi IPv6, che una volta a regime dovrebbe risolvere per sempre qualsiasi problema di spazio.
Utilizzando infatti 128 bit, il totale di indirizzi generabili è di oltre 65 mila miliardi, una cifra ampiamente sufficiente per qualsiasi sviluppo futuro di internet. Avremo indirizzi formati non più da 4 Byte ma da 8 gruppi di 16 bit ciascuno esprimibili in cifre esadecimali.
Questo passaggio dovrebbe essere completamente trasparente agli utenti dal momento che il nuovo protocollo è completamente retrocompatibile con IPv4 (un indirizzo in un formato può essere tradotto nell'altro e viceversa in maniera abbastanza semplice) e che la transizione non riguarderà in prima persona l'utente domestico, ma sarà un problema principalmente dei provider.
In parole povere per i primi tempi (probabilmente anni) i due protocolli coesisteranno: si potrà passare da una protocollo all'altro attraverso le classiche tecniche di tunneling (cioè incapsulando un protocollo in un altro di livello inferiore), attraverso il dual stack (si sceglierà a seconda del caso il protocollo da usare) oppure attraverso il natting .
Sarà una transizione tutt'altro che veloce, anzi molto probabilmente passeranno decenni prima che tutti i provider e tutti i gestori di reti nel mondo decidano di aggiornare il proprio hardware e di abbandonare definitivamente IPv4