tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Il mestiere più antico del mondo non è previsto da LinkedIn, il social network specifico per il mondo del lavoro, dove i professionisti e le aziende possono entrare in contatto in maniera efficiente e veloce.
L'aggiornamento dei termini di servizio del portale inserisce infatti uno specifico articolo che vieta ai suoi iscritti di pubblicizzare servizi di intrattenimento a luci rosse tramite la creazione di appositi profili.

Sembrerebbe normale a noi italiani che in internet non si possa pubblicizzare sui social network la propria attività da escort (da noi la prostituzione è reato, a patto di non essere nipoti di Mubarak) ma negli altri Paesi invece non lo è: in molti Stati infatti l'attività in questione è regolamentata da apposite leggi ed è un lavoro a tutti gli effetti con tanto di introiti per lo Stato sotto forma di tasse.
Suona quindi un pò strana per certi versi questa scelta di LinkedIn che in pratica nega a lavoratorici/lavoratori di alcuni Paesi la possibilità di entrare in contatto con i potenziali clienti.
Una scelta migliore poteva essere quella di filtrare i contenuti in questione a seconda del Paese di provenienza, ma la lotta ai contenuti a luci rosse sul web impazza, al punto che i maggiori social network stanno prendendo tutti i provvedimenti necessari a frenarne il dilagare.
C'è da dire però che l'universo dei siti di escort è bello ampio a prescindere da LinkedIn: basta una semplice ricerca su google per rendersene conto.
D'altro canto è risaputo che il porno e i suoi derivati sono la prima industria di internet: mettergli in freno è praticamente impossibile nonostante gli sforzi dei provider e dei governi, anche se i primi a dirla tutta non sembrano poi così convinti della necessità di limitare una delle loro maggiori fonti di guadagno.