tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Internet: veicolo di conoscenza, opportunità di mettersi in contatto con persone all'altro capo del mondo con un semplice click ma anche possibile strumento per diagnosticare la depressione.
Almeno questo è quanto afferma uno studio dell'Università del Missouri, che è riuscita per la prima volta a collegare l'utilizzo che si fa del proprio tempo in internet con la depressione. Il tutto attraverso un esperimento suddiviso in due fasi: nella prima, il cosidetto CES-D un campione di studenti è stato coinvolto in un test che tramite la risposta a un questionario calcola il livello di depressione della persona.
Una volta ottenuti i risultati di questo test sono stati presi in considerazione tutti e solo gli studenti che hanno ottenuto un punteggio sufficiente ad indicare una situazione di depressione più o meno marcata e su questi si è effettuata la seconda parte dello studio in cui sono stati analizzati i loro comportamenti in rete.
I risultati sono stati piuttosto interessanti e hanno mostrato che man mano che il livello di depressione aumenta più si tende ad utilizzare i programmi di file-sharing, le email, i servizi di chat e i giochi on-line.
Non solo: sempre secondo lo studio più si è depressi più si tende a passare da un software all'altro (sintomo secondo gli esperti di mancanza di concentrazione, caratteristica tipica dei soggetti depressi).
Adesso io non essendo un esperto di psicologia non posso esprimermi in merito, ma una cosa posso dirla: nel mondo ci sono più o meno un paio di miliardi di persone che utilizzano internet quotidianamente e generalmente chattano, scaricano film/musica/software e mandano email.
A meno che al mondo non siamo tutti depressi c'è qualcosa che non quadra nei risultati di questo studio, anche se è innegabile che ogni tanto qualche maniaco omicida lasci sui social network avvisaglie della propria situazione mentale alquanto instabile.