tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Giornata amara per gli utenti di TorrentReactor e Torrents: la Guardia di Finanza di Agropoli ha infatti chiesto l'oscuramento da parte dei provider del nostro Paese di due fra i siti più importanti per la ricerca dei file torrent.
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Il tutto nell'ambito delle indagini che all'inizio del 2012 avevano portato alla chiusura di italianshare e all'arresto del suo fondatore (dal nickname non proprio piratesco di TexWiller).
In particolare TorrentReactor sarebbe addirittura nell'elenco dei siti più visitati in Italia, con ben 600.000 accesso unici al mese, ma anche il secondo sito in questione non se la passa male e si ferma più o meno alla metà.
I due siti, i cui server sono posizionati rispettivamente in Ucraina e Svezia, sono due vere e proprie macchine da soldi, in grado realizzare un giro d'affari pubblicitario che sfiora i 9 milioni di dollari al mese; una cifra niente male che in tempo di crisi farebbe molto comodo ai discografici italiani, soddisfattissimi dell'azione della GdF ma ancora non appagati.
L'ideale secondo la Federazione Industriale Musica Italiana sarebbe infatti non solo chiudere i server definitvamente, ma anche colpire gli investitori, cioè quelli che decidono di sponsorizzare tali siti.
In realtà il pericolo non sembra essere immediato, stamattina infatti i due siti sono ancora raggiungibili dall'Italia, ma la lotta alla pirateria sembra essere diventata una priorità per le forze dell'ordine italiane nonostante manchi una legge specifica e si navighi ancora a vista e gli utenti godano ancora di una sorta di impunità che gli abitanti di altri Stati europei ci invidiano.