tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Sembra proprio che il consumismo sia una piaga inarrestabile se anche nella Cina del regime Comunista l'esordio commerciale dello smartphone più popolare del mondo diventa causa di tumulti e scene di guerriglia urbana.
E' risaputo che i mercati orientali oltre ad essere quelli più appetibili per via dei miliardi di potenziali clienti siano anche quelli più orientati alla tecnologia, ma i dipendenti dell'Apple Store di Pechino (o Bejing se proprio vogliamo essere precisi) non si aspettavano certo che il lancio dell'iPhone 4S nel Paese dell'esercito di terracotta si trasformasse in una guerriglia urbana degna dei peggiori black block europei.
Ad essere onesti la scena si era già vista in occasione del lancio dell'iPhone bianco, e si ripeteva grosso modo alla stessa maniera, con la fila di aspiranti possessori che inizia a formarsi la sera prima nell'attesa che le porte del Paradiso dell'elettronica si aprano e permettano l'accesso ai fortunati clienti.
Ma probabilmente in casa Apple non avevano previsto una presenza così massiccia di persone e qualcosa non è andato nel verso giusto: le persone in attesa per tutta la notte, con temperature ampiamente sotto lo zero, hanno iniziato a manifestare il loro dissenso al momento in cui non è avvenuta l'apertura prevista per le 7.00 in punto.
Man mano che il tempo passava la situazione è peggiorata al punto da provocare il lancio di oggetti ed uova contro le vetrine dello store, oltre vari tentativi di assalto contenuti a fatica dal personale addetto a gestire l'accesso alla struttura. Tutto questo è continuato fino alle 11.00 circa, quando la direzione ha fatto sapere alle persone in attesa che l'apertura non sarebbe avvenuta, invitando la folla a disperdersi.
Ma come può essere accaduta una cosa simile? La compagnia si è affrettata a rilasciare vari comunicati, in cui innanzitutto si spiega che la decisione è stata presa per garantire la sicurezza dei clienti e degli impiegati e che le scorte dei negozi in Cina sono esaurite, invitando i clienti ad acquistare on-line o dai rivenditori autorizzati.
Insomma una beffa bella e buona per tutti gli aspiranti possessori di iPhone 4S, a cui vanno aggiunti (secondo i giornalisti locali) almeno un centinaio di persone in fila non per l'acquisto a scopo personale, ma come dipendenti di store non autorizzati inviati a Pechino per acquistare terminali da rivendere nelle zone lontane dalla Capitale.
Per queste persone la beffa è stata doppia, dato che oltre a ad aver passato una notte al freddo dell'inverno cinese hanno dovuto anche con molta probabilità rinunciare al compenso previsto (120 Yuan, piu o meno 15 euro).