tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Se pensavate al Polo Nord come il posto più tranquillo in cui potersi rifugiare lontani dalla tecnologia moderna (a patto di non essere freddolosi e trovare piacevole scambiare quattro chiacchiere con gli orsi polari) dovrete ricredervi molto presto.
La diffusione costante delle reti mobili e del cloud computing rende sempre più necessari grandi impianti che permettano alle aziende di immagazzinare e trasferire informazioni da un punto all'altro del globo.
Purtroppo gli impianti di storage hanno un grosso problema, vanno raffreddati costantemente, sia per evitare che il calore eccessivo generato da server e hardware vario possa creare problemi tecnici che per garantire prestazioni migliori; dove posizionare questi impianti in modo da minimizzare l'impatto energetico provocato dalla necessità di mantere le temperatura di esercizio il più basse possibile ? La risposta è più banale di quanto si possa pensare.
Non è un caso se prima Google nel 2009 (più precisamente ad Hamina, in Finlandia) e ora Facebook (a Lulea in Svezia, più o meno a 100 Km dal Polo Nord), hanno deciso di costruire i loro Data Center nella terra dei ghiacci eterni.
I motivi di queste scelta sono molteplici, a parte il clima, anche la disponibilità di energia a basso costo grazie al grande impegno degli Stati del Nord Europa sulle energie rinnovabili, e la stabilità politica,economica e sociale della regione hanno influito sulla decisione di spostarsi dove le renne la fanno da padrone.
Ma non è solo nell'Europa continentale che le grandi aziende dell'ICT hanno deciso di stabilire i loro centri di comando per quanto riguarda lo storage, in Islanda, nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico, a metà strada fra Nord America ed Europa sta per sorgere il primo data center a impatto zero. Costruito da Colt, provider inglese che fornisce i propri servizi alle più grandi aziende, fra cui ricordiamo Oracle, l'impianto situato nella località di Keflavik sarà il primo ad essere alimentato esclusivamente da energie rinnovabili (in particolare geotermica e idroelettrica).
In realtà l'isola era stata già colonizzata dall'informatica con la costruzione del Thor Data Center, sorto nei pressi della capitale Reykjavik. Ma lo sviluppo non è destinato a fermarsi, anzi al termine della costruzione dell'Emerald Express, il sistema di cavi sottomarini a fibra ottica che collegherà l'Islanda con il Nord America da un lato e l'Europa dall'altro, l'isola diventerà il punto cruciale delle comunicazioni fra i due Continenti.
Il tutto alla velocità record di 100 Gigabit al secondo, abbastanza per trasmettere in meno di un minuto tutto il contenuto delle biblioteche degli Stati Uniti verso l'Europa e viceversa.