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tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica

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I Data Center alla conquista del Polo Nord

Se pensavate al Polo Nord come il posto più tranquillo in cui potersi rifugiare lontani dalla tecnologia moderna (a patto di non essere freddolosi e trovare piacevole scambiare quattro chiacchiere con gli orsi polari) dovrete ricredervi molto presto. 

La diffusione costante delle reti mobili e del cloud computing rende sempre più necessari grandi impianti che permettano alle aziende di immagazzinare e trasferire informazioni da un punto all'altro del globo.

Purtroppo gli impianti di storage hanno un grosso problema, vanno raffreddati costantemente, sia per evitare che il calore eccessivo generato da server e hardware vario possa creare problemi tecnici che per garantire prestazioni migliori; dove posizionare questi impianti in modo da minimizzare l'impatto energetico provocato dalla necessità di mantere le temperatura di esercizio il più basse possibile ? La risposta è più banale di quanto si possa pensare. 

http://www.kyweek.com/wp-content/uploads/2011/10/Facebook-artic-data-center.jpgNon è un caso se prima Google nel 2009 (più precisamente ad Hamina, in Finlandia) e ora Facebook (a Lulea in Svezia, più o meno a 100 Km dal Polo Nord), hanno deciso di costruire i loro Data Center nella terra dei ghiacci eterni.

motivi di queste scelta sono molteplici, a parte il clima, anche la disponibilità di energia a basso costo grazie al grande impegno degli Stati del Nord Europa sulle energie rinnovabili, e la stabilità politica,economica e sociale della regione hanno influito sulla decisione di spostarsi dove le renne la fanno da padrone. 

Ma non è solo nell'Europa continentale che le grandi aziende dell'ICT hanno deciso di stabilire i loro centri di comando per quanto riguarda lo storage, in Islanda, nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico, a metà strada fra Nord America ed Europa sta per sorgere il primo data center a impatto zero. Costruito da Coltprovider inglese che fornisce i propri servizi alle più grandi aziende, fra cui ricordiamo Oracle, l'impianto situato nella località di Keflavik sarà il primo ad essere alimentato esclusivamente da energie rinnovabili (in particolare geotermica e idroelettrica).

In realtà l'isola era stata già colonizzata dall'informatica con la costruzione del Thor Data Center, sorto nei pressi della capitale Reykjavik. Ma lo sviluppo non è destinato a fermarsi, anzi al termine della costruzione dell'Emerald Express, il sistema di cavi sottomarini a fibra ottica che collegherà l'Islanda con il Nord America da un lato e l'Europa dall'altro, l'isola diventerà il punto cruciale delle comunicazioni fra i due Continenti.

Il tutto alla velocità record di 100 Gigabit al secondo, abbastanza per trasmettere in meno di un minuto tutto il contenuto delle biblioteche degli Stati Uniti verso l'Europa e viceversa.


  

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