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tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica

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I giochi per smartphone non sono un affare: parola di Atari

Credete che il futuro dei videogames sia nei dispositivi mobili? Sembrerebbe proprio così, almeno a giudicare dal successo di Angry BirdsTemple Run, Ruzzle e compagnia bella.

Ma c'è qualcuno che non è affatto d'accordo: il fondatore di Atari, Nolan Bushnell. Il motivo sta nel ciclo di vita dei videogames: Bushnell afferma che per i titoli da PC e console si attesta intorno ai 2 anni, ma per i titoli mobili questo tempo aumenta a dismisura portando gli sviluppatori in una situazione per niente favorevole.

http://m2.paperblog.com/i/85/859191/migliori-giochi-iphone-e-windows-phone-gorill-L-82Uc9_.jpeg

Nonostante i titoli per smartphones vengano presentati di continuo la qualità lascia spesso a desiderare, facendo in modo che gli utenti si affezionino a pochi giochi tralasciando gran parte degli altri in catalogo.

La concorrenza poi sarebbe fin troppo spietata ed è davvero difficile riuscire a farsi strada fra le centinaia di migliaia di app presenti negli stores di Apple e Google, specie se molti sviluppatori piuttosto che inventare da zero preferiscono ispirarsi ai giochi più famosi e scopiazzare piu o meno apertamente grafica e gameplay.

Stesso discorso per il porting dei titoli per PC e console sugli smartphones: è difficile che chi è abituato a giocare a Call of Duty e alle meraviglie grafiche viste a casa riesca ad appassionarsi a versioni mobili magari anche con comandi difficili da gestire.

In effetti il discorso portato avanti dal fondatore di Atari non sembra sbagliato; tolti pochi titoli che hanno avuto un boom di utenti e un successo planetario la maggior parte dei giochi sviluppati per smartphones sopravvive in una sorta di terra di nessuno in cui i guadagni e gli utenti sono pochi. 

Tutti questi motivi, sempre secondo Bushnell, spingeranno a breve gli sviluppatori ad abbandonare le piattaforme mobili, ritenute oramai troppo intasate per essere un affare produttivo: infatti fra prezzi bassi (necessari per fare colpo sugli utenti) e guadagni ricavati dalla pubblicità sviluppare un gioco per piattaforme mobili non sembra essere più un affare.

Ma anche se così fosse gli smartphones e in generale i dispositivi mobili sono in continua diffusione; il vero problema è sviluppare giochi che appassionino gli utenti sembrando originali: solo in questo modo si riesce ad emergere in un universo di applicazioni vario e concorrenziale, non a caso i giochi più venduti per smartphone sono quelli che hanno lanciato una moda come nel caso del già citato Angry Birds.   

 

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