tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Il 6 Giugno è il d-day: ma non stiamo parlando dell'anniversario dello sbarco in Normandia, da cui sono passati quasi 70 anni ma del giorno in cui sarà effettuato il secondo test per quanto riguarda IPV6.
E' risaputo che gli indirizzi IP disponibili tramite il protocollo IPV4 (circa 4.3 miliardi) stanno quasi per esaurirsi e che i provider dovranno passare a breve alla nuova versione, che permetterà di gestirne circa 2128, più o meno 660.000 miliardi.
Il problema è che non tutti i produttori e/o gestori sono pronti a passare alla nuova versione del protocollo IP, anzi i risultati del primo test, eseguito l'anno scorso, sono stati piuttosto deludenti e solo pochi provider si sono dimostrati in grado di fornire ai clienti (che a loro volta devono utilizzare apparati di rete compatibili) il supporto completo a IPV6.
Fra i grandi dell'informatica le uniche aziende pronte già da subito ad adottare IPV6 sono Google, Microsoft, Facebook, Yahoo ed Akamai. Per i loro clienti dal 6 Giugno in poi sarà possibile navigare oltre che tramite IPV4 anche attraverso IPV6: non ci sarà alcuna differenza fra i due metodi dato che fino a quando IPV6 non avrà soppiantato completamente l'antenato i provider offriranno il meccanismo del dual stack, che tradurrà automaticamente le informazioni che viaggeranno fra i due protocolli, in modo da garantire la massima compatibilità agli utenti.
Il realtà l'esperimento per ora sarà limitato solo all'1% dell'utenza domestica (cioè i pochi dotati dell'hardware adeguato e per i quali il provider è già predisposto ad IPV6).
Per il resto non cambierà assolutamente niente, specie per quelli italiani dato che praticamente nessun provider della penisola ha intenzione di partecipare alla sperimentazione a parte il Garr, come si può notare dall'elenco ufficiale dei partecipanti.
C'è da dire per correttezza che sebbene gli indirizzi IPV4 stiano effettivamente per terminare la situazione non è così drammatica e le previsioni degli analisti dicono che per almeno per un decennio non dovrebbero esserci particolari problemi (anche se le stime variano a seconda del pessimismo dello specifico analista).
Per questo motivo nessuno fra provider e produttori va particolarmente di fretta nell'adottare IPV6, fino a che non c'è la necessità e tutto funziona regolarmente con IPV4 perchè chiedere a utenti ed aziende di investire in un nuovo protocollo?
Ad ogni modo chi per curiosità vuole testare la propria rete e verificare di essere pronto all'utilizzo di IPV6 può visitare la pagina dedicata.