tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Noi adolescenti degli anni 90 non avevamo una vita facile: niente iPhone e iPod, niente Playstation, niente TV HD e niente internet.
Ciò nonostante il mondo della tecnologia ci dava grandi soddisfazioni e i più fortunati potevano gioire davanti al regalo del super nintendo e/o dell'amiga 500.
Il mondo dei videogames portatili però non era un granchè. Per tutti gli anni 80 era legato solo ai videogames a cristalli liquidi (qualcuno ricorda i GIG Tiger?): di solito ognuno permetteva di giocare a un solo titolo (massimo 2 nel caso di quelli più evoluti) e costavano anche abbastanza da rendere piuttosto improbabile che un genitore decidesse di assecondare il figlio nell'idea di collezionarli tutti.
Quasiasi adolescente dell'epoca però (me compreso) ne possedeva almeno uno e lo imparava a memoria, scambiandoselo con gli amici una volta raggiunto il limite di sopportazione massimo.
Ma nel 1990 dal Giappone arrivò la svolta, ovvero quella che ha rappresentato il prototipo della console portatile e che ha rivoluzionato il modo di giocare ai videogames lontano da casa: il Game Boy di Nintendo.
Le caratteristiche tecniche farebbero sorridere anche se paragonate a quelle di un qualsiasi dispositivo attuale; parliamo infatti di un processore Z80 a 4.19 MHz, 8 KB di RAM e di memoria video e un display a toni di grigio di risoluzione 160X144.
Ma il fatto che si potessero usare cartucce intercambiabili (fra i titoli c'erano Tetris e Super Mario, mica giochini qualsiasi) l'autonomia spaventosa per l'epoca (e anche per oggi direi) di 35 ore e la possibilità di giocare tramite cavo partite fino a 4 giocatori ne decretarono il successo assoluto rispetto ai costosi rivali dell'epoca (Atari Lynx e SEGA Game Gear) che pur più potenti e a colori non riuscirono mai a sfondare.
Il Game Boy invece riuscì a vendere quasi 120 milioni di esemplari e nel corso degli anni ha subito diversi restyling come i Game Boy Color e Advance. Un successo durato per quasi 15 anni, cioè fino a che non è arrivato il Nintendo DS, ma questa è davvero un'altra storia.