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tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica

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La guerra digitale contro SOPA e PIPA.

La pirateria informatica è sempre stata un problema molto sentito negli Stati Uniti, dove non sono certo una novità le battaglie legali delle Major musicali e non contro chi condivide illegalmente brani protetti dai diritti d'autore.

http://download90.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/stop-sopa-pipa.jpgFino ad oggi però il parlamento americano si era tenuto ai margini della lotta fra pirati e major, preferendo restarsene ad osservare gli eventi piuttosto che partecipare in prima persona allo scontro.

Nelle ultime settimane però, qualcosa deve essere cambiato nelle strategie del Congresso, al punto da vedere emanati due atti legislativi allo scopo di fermare con ogni mezzo la pirateria informatica.

Si è inizato il il SOPA (Stop Online Piracy Act), nome in codice H.R 3261, proposto dal deputato Texano Lamar. S. Smith. In breve, questa proposta di legge prevede di autorizzare il proprietario di Copyright (solo quelli registrati negi USA) ad agire direttamente contro i siti che pubblicano materiali sotto loro proprietà. Senza alcuna intermediazione questi potrà chiedere alle autorità il blocco dei siti in questione, o addirittura del provider se lo ritiene opportuno.  

Ma ancora prima, nel mese di Maggio per l'esattezza, il senatore Patrick Lehay aveva proposto il PIPA (Protect IP Act) che dovrebbe permettere al Governo Americano, se approvato, di bloccare i siti ritenuti colpevoli del reato di condivisione illegale di materiale protetto da Copyright, e non solo. Infatti la proposta di legge ha un obiettivo più ampio, e mira a bloccare tutti i siti che fanno propaganda non gradita al Governo USA, sia politica, che terroristica. 

Alla luce di queste due proposte, che all'interno dello stesso Congresso stanno scatenando non poche polemiche in vista della prossima votazione, è notizia freschissima la chiusura dei due siti più famosi al mondo per quanto riguarda il file sharing, cioè Megavideo e Megaupload, con tanto di arresto da parte di agenti FBI del fondatore Kim Schmitz.

I reati contestati sono piuttosto pesanti (c'è anche il riciclaggio di denaro) e in caso di colpevolezza gli arrestati rischiano fino a 20 e più anni di prigione.

http://www.ictbusiness.it/files/2012/01/immagini/28157/sopa_t.jpgTutto questo, come era facile supporre, ha scatenato non poche proteste nel mondo degli internauti, con tanto di rappresaglie da parte degli hacker di Anonymous, che hanno attaccato vari siti Governativi non solo negli USA ma un pò ovunque, iniziando quella che è stata già battezzata la prima guerra digitale

Non solo, le più grandi aziende di Internet, come Amazon, Wikipedia, Google, Facebook, e Twitter, stanno pensando a forme di protesta clamorose, come appunto uno sciopero totale di Internet per il giorno 23 Gennaio.  

Insomma ci aspetta un inizio 2012 bollente sul fronte di Internet, e non ci resta che attendere il week-end per scoprire se la coalizione dei Brand ha deciso di entrare davvero in guerra contro il Senato Americano o se saranno solo gli hacker a continuare la battaglia.  

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