tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Il mondo di internet è pieno di siti ingannevoli che in un modo o nell'altro cercano di spillare soldi all'ignaro internauta, ma quando la truffa avviene da un sito italiano: italia-programmi.net, peraltro usando una tecnica copiata pari pari dai finti sondaggisti che fra una domanda e l'altra fanno firmare all'ignaro passante il contratto di acquisto di una enciclopedia, forse è il caso che la rete venga utilizzata come strumento di prevenzione affinchè si eviti il ripetersi di certe azioni.
Ma andiamo con ordine, nel caso specifico i gestori del sito agiscono in maniera piuttosto subdola: sotto la promessa della possibilità di download di software gratuiti (che tra l'altro sono davvero gratuiti perchè con licenza shareware o freeware) l'utente viene invitato a registrarsi per accedere ai vari programmi.
Una volta registrato all'interno del sito in realtà viene associato all'utente un abbonamento dal costo annuale di 96 Euro, che a molti sono stati richiesti prima tramite e-mail e poi successivamente tramite minacce di riscossione forzata via posta raccomandata.
Sotto accusa è finita la società che gestisce il portale, tale Estesa Limited dalla sede legale alle Seychelles. La procura di Roma, in seguito alle numerose denunce degli utenti sottoposti al tentativo di truffa ha deciso infatti di aprire un fascicolo; le indagini si stanno concentrando sopratutto sui metodi con cui la società ha prima fatto firmare il contratto agli utenti (in pratica la sola apertura dell'account sul sito equivale a sottoscrivere il contratto di abbonamento) e poi successivamente con i quali ha richiesto il pagamento della cifra (minacce di azioni legali ecc.).
Sotto la lente di ingrandimento della Polizia Postale sono finiti anche i messaggi con cui il sito pubblicizzava i propri servizi, nei quali fino all'esplosione del caso nel mese di Settembre non era menzionato alcun costo, che quindi potrebbero essere visti come pubblicità ingannevole.
La situazione appare piuttosto ingarbugliata dal momento che la società da Settembre in poi ritiene di aver chiaramente espresso che il servizio era a pagamento, anche se in realtà tali avvisi apparivano e scomparivano dal sito e una semplice registrazione al sito non basta per avere valore di contratto.
A peggiorare il quadro si aggiunge il fatto che molti utenti impauriti dagli avvisi di pagamento piuttosto insistenti e minacciosi hanno preferito pagare la cifra richiesta (a tale proposito pare che la cifra accumulata tramite questa truffa si aggiri intorno ai 100.000 Euro). Chiaramente tale cifra dovrebbe essere restituita a chi è stato truffato, ma il conto su cui sono stati versati fa capo a un istituto bancario con sede a Cipro, e questo porta una certa lentezza nel trovarne l'intestatario.
L'unica cosa da fare, in attesa che la vicenda venga definitivamente chiarita dalla magistratura, è innanzitutto quella di scaricare software gratuito solo da siti affidabili, e poi (fonte : associazione consumatori) per chi fosse ancora vittima della truffa, non pagare niente e rivolgersi alla Polizia Postale per denunciare l'accaduto.