tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Direttamente dagli USA la sentenza di un giudice che allenta un pò la morsa in cui gli internauti a stelle e strisce sono venuti a trovarsi a causa delle leggi contro la pirateria informatica.
Un magistrato di New York ha infatti sentenziato che il solo indirizzo IP non basta ad identificare con certezza quale appartenente a un nucleo familiare abbia effettivamente usato il computer per scaricare illegalmente dei contenuti protetti da diritto d'autore o per compiere un qualsiasi altro crimine informatico.
Letta così sembra una affermazione piuttosto ovvia, ma la legge americana fino ad oggi non faceva tanti complimenti e puniva arbitrariamente il titolare del contratto di riferimento per la connessione ad internet se questa era stata utilizzata per scaricare contenuti protetti o per compiere altre azioni illegali.
Il giudice ha invece stabilito un principio che ribalta completamente la situazione, basandosi su un concetto che chiunque capisce un minimo di informatica non potrà che ritenere banale e scontato.
Tramite un indirizzo IP infatti si può identificare solo la macchina da cui è partita la connessione ma non si può dire chi sia stato effettivamente ad utilizzare il computer.
Nel caso di una rete Wi-Fi domestica è più che evidente che lo stesso PC potrebbe essere utilizzato dal padre, dai figli, dalla nonna o da chiunque si trovi in casa. Ma volendo essere più tecnici non è fantascienza pensare che qualcuno tramite un software malevolo riesca ad entrare in possesso dei permessi sul nostro computer per renderlo il punto di partenza di un attacco informatico o che riesca a craccare la password della rete Wi-Fi per utilizzarla a nostra insaputa.
Insomma (come è ovvio un pò ovunque tranne che in America a quanto pare) sapere da quale PC è stato commesso il reato non basta ad individuare l'autore materiale dello stesso.
Partendo dal presupposto che chiunque potrebbe aver rubato quell'indirizzo IP per combinare qualche malefatta (anzi, è una pratica comune per tutti gli hacker quella di lanciare un attacco partendo da un computer distante anche centinaia di Km dalla sua posizione effettiva) è assolutamente impossibile stabilire con certezza l'autore del reato.
Questa sentenza in realtà molto più importante di quanto si possa pensare: la caccia agli indirizzi IP dei pirati messa in atto da molte aziende americane ed europee diventa di fatto inutile, dal momento che viene a mancare la possibilità di identificare una volta per tutte l'autore del reato.
Questo non vuol dire che ognuno può iniziare a fare quello che gli pare in internet, ci mancherebbe, ma almeno aiuta a distinguere fra chi compie reati di grossa portata e chi invece si limita a scaricare qualche film o qualche mp3.