tante curiosità e trucchetti dal mondo dell'informatica
Il porno in rete è un grande affare (per maggiori informazioni date uno sguardo a questo articolo di Repubblica.it) ma è anche un grosso problema per i navigatori meno attenti, che spinti dalla libido spesso si trovano a visitare siti carichi di malware di ogni tipo.
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Per salvaguardare la privacy e la sicurezza di tutti, anche di chi usa internet solo per le zozzerie, è nato search.xxx: il motore di ricerca specifico per i contenuti a luci rosse.
Il progetto, nato dalla mente di Stuart Lawley, parte da molto lontano e getta le sue basi nel Marzo 2011 quando lo stesso Lawley è riuscito a farsi assegnare dall'ICANN (l'ente che distribuisce i domini internet) il dominio specifico per il porno dall'estensione .xxx.
Un'idea tutt'altro che stupida dal momento che la società fondata da Lawley, la ICM Registry, monopolizzando il settore è riuscita a fare affari d'oro vendendo il proprio suffisso a tutti gli interessati e riuscendo perfino a farsi pagare una sorta di assicurazione dalle aziende che non hanno intenzione di difendere il proprio marchio da una possibile associazione col porno.
Creare un motore di ricerca specifico è stato il passo successivo. Una volta riusciti nell'impresa di associare il porno in rete con il dominio .xxx è stato fissato un nuovo obiettivo, quello di creare un portale in cui ricercare contenuti a luci rosse e che fosse semplice, minimale e sicuro come google.
Niente pubblicità e niente forward verso siti truffaldini: Search.xxx non ne ha bisogno dal momento che basa i suoi guadagni sul fatto che indicizza solo siti che sono già clienti della ICM Registry.
Ma se tutto questo non dovesse bastare Lawley ha in serbo altre interessanti novità: ad esempio è intenzionato a lanciare nel 2013 una sorta di iTunes del porno, in cui si potranno comprare le singole clip al prezzo di 99 centesimi senza più bisogno del classico abbonamento al sito specifico.
Insomma questo Lawley sembra davvero fare sul serio e ha tutte le carte in regola per diventare lo Steve Jobs del porno. Col tempo capiremo se lo davvero riuscirà nel suo intento o se sarà una bolla di sapone.