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2 maggio 2013 4 02 /05 /maggio /2013 09:14

Basta una foto (anche senza nome) e la provenienza geografica per risalire a chiunque in meno di un giorno. Il tutto senza bisogno di scomodare geniacci dell'informatica, satelliti e super-computer; almeno questo è quanto affermato in una ricerca condivisa fra varie università fra cui MIT e Università di Edimburgo.

 Gli studi hanno infatti mostrato, attraverso un esperimento denominato tag-challenge, come a partire da pochissime informazioni sia possibile risalire all'identità online di una qualsiasi persona in qualsiasi parte del mondo.

In pratica l'esperimento si è svolto in questo modo: diversi team di ricerca sono partiti da una foto e dal luogo dove è stata scattata con l'obiettivo di rintracciare il soggetto in essa ritratto; unica regola, utilizzare il più possibile i social network.

Su 5 tentativi con altrettante persone diverse in tre casi si è arrivati al successo (il 60%, mica male) in meno di un giorno: il risultato importante è proprio quello relativo al tempo impiegato per la ricerca. In tutti i tentativi riusciti infatti il tempo trascorso dall'inizio delle operazioni all'esito positivo della ricerca è stato al massimo di 12 ore (con un minimo di 8).

http://dorobekinsider.files.wordpress.com/2012/03/home-tag-challenge-find-all-suspects-win-5000-playtag.gif

Insomma, sembra proprio che i social network abbiano le potenzialità per sostituire in tutto e per tutto i metodi di indagine tradizionali; basta partire da una minima traccia lasciata in internet per essere potenzialmente rintracciabile in poche ore.

Tutto questo grazie ai social network; queste piattaforme hanno oramai creato una rete di legami così fitta da rendere sorpassata addirittura la teoria dei sei gradi di separazione, che alla luce dei progressi della tecnologia e dell'avvento di internet (in particolare in riferimento a Facebook) potrebbero essere tranquillamente ridotta a quattro. 

Se da un lato gli aspetti positivi non mancano (pensate alle catastrofi naturali e/o provocate dall'uomo, ritrovare un disperso potrebbe essere molto più semplice che in passato) ci sono altrettanti lati negativi, specie per quello che riguarda la privacy. 

Una volta entrati in rete si diventa di fatto parte di un sistema di connessioni praticamente infinito, senza più la possibilità di uscirne. Le tracce del nostro passaggio nel mondo della rete (siano email, messaggi su Facebook, Tweet o altro) restano memorizzate a vita e per quanto sembrino insignificati possono essere utilizzate per risalire a noi. 

Ovviamente si spera che che la maggior parte di noi non abbia nulla da nascondere, in caso contrario sappiate che una volta postata in rete una notizia personale questa resterà per sempre a disposizione di chi vorrà cercarvi.

Uno scenario agghiacciante per certi aspetti, ma anche una grande comodità se questa possibilità è sfruttata nel modo giusto.   


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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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