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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 19:21

L'invio di una e-mail per condividere files fra colleghi, amici, conoscenti, o anche per salvare in un posto sicuro il lavoro fatto in ufficio da rivedere a casa è l'operazione in assoluto più eseguita da chiunque abbia a che fare anche lontanamente con un PC e con internet. 

http://cdn3.digitaltrends.com/wp-content/uploads/2011/04/cloud-storage.jpgBene: in casa Microsoft sembra che siano giunti alla conclusione che condividere documenti tramite e-mail è una perdita di tempo. Sotto l'affermazione piuttosto Simpsoniana di Attachments Sucks si nasconde la nuova campagna pubblicitaria dell'azienda, volta ad incentivare l'uso del suo servizio di Cloud Storage, Sky Drive (anche se a dirla tutta la campagna anti-allegati potrebbe e dovrebbe essere intrapresa da tutti i servizi di Storage Online, non solo da quello made in Microsoft).

Per esprimere il concetto l'azienda ci mostra un pò di numeri che la dicono lunga su quanto le e-mail e gli allegati influenzino la giornata lavorativa di un qualsiasi impiegato: ogni giorno, ogni essere umano (anche i pigmei del borneo) invia e riceve in media 15 email con allegati, per un totale di 5000 in un anno. Nello stesso anno, più di 1000 ore lavorative sono passate a scambiarsi mail con i colleghi.

Il 73% degli invii non riesce al primo colpo (su questo io ho qualche dubbio, ma se lo dice Microsoft che magari ha fatto la statistica basandosi su Outlook, forse è anche vero) e nel 71% dei casi si scopre che l'allegato inviato deve essere aggiornato a breve richiedendo un altro invio. 

Di queste email almeno il 25% non viene aperto essendo cancellato appena arriva da quelli che da Microsoft sono definiti cancellatori. 

Aldilà della pubblicità verso il proprio servizio queste statistiche hanno un fondo di verità: uno strumento come la posta elettronica non è fatto per la condivisione e la modifica di documenti in tempo reale. E' un meccanismo fortemente asincrono, che si scontra irrimediabilmente con i tempi stretti di cui spesso di dispone al lavoro.  

La soluzione del Cloud Storage (in generale, senza preferire un servizio a un altro) è sicuramente più efficiente: fare l'upload del propri documenti in una cartella condivisa in rete (qualcuno ha detto dropbox?), da cui ognuno può prelevare la propria versione e lavorarci su è una operazione molto più veloce e sicura.

Non si deve attendere che la mail arrivi (e in certi enti pubblici e/o aziende private le caselle di posta istituzionali sono un vero e proprio collo di bottiglia), non c'è pericolo che l'anti-spam decida di sua spontanea volontà cosa farci leggere e cosa no e la dimensione dei files condivisi non deve rispettare i limiti imposti dalle caselle di posta. 

Insomma, sebbene Microsoft non catturi la simpatia di smanettoni e condivisori vari stavolta sembra aver intrapreso una iniziativa intelligente: starà agli utenti rifletterci su e decidere quale servizio utilizzare, ma la proposta tutto sommato non è da buttare e varrebbe la pena di farci un pensierino. 


 

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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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