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30 dicembre 2012 7 30 /12 /dicembre /2012 17:16

Fine anno: come al solito non si fanno attendere le classifiche più disparate. Potevamo mancare all'appello? certo che no; ma dal momento che tutti si impegnano a classificare "il meglio di...", con una decisione controcorrente (ma nemmeno poi tanto) nel seguite riassumeremo il peggio di quanto il mondo dell'informatica ha prodotto nel 2012 oramai alla fine.

http://www.fuoriditesta.it/umorismo/immagini/divertenti/peggio_di_cosi.jpg

Partiamo con Volunia: il motore di ricerca che nelle intenzioni del creatore doveva fondere il vecchio e il nuovo del web in realtà si è dimostrato un fiasco totale e dopo meno di un anno dalla presentazione il progetto sembra destinato alla chiusura. 

Secondo posto per Faceskin: il progetto di Claudio Cecchetto, l'ennesimo social network tra l'altro, pur godendo della pubblicità data dagli iscritti VIP (Jovanotti, Fiorello ecc. casualmente tutti lanciati da Cecchetto anche nel mondo dello spettacolo) non ha ottenuto il successo previsto e anzi ha raccolto un mare di critiche, anche perchè, diciamocela tutta, non è altro che una scopiazzatura dei vari social network già in circolazione.

Abbandoniamo un attimo il mondo dei social network e passiamo a un altro insuccesso piuttosto clamoroso: Apple Maps. L'esordio di Apple nel mondo della cartografia on-line è stato fino ad oggi un accumularsi di critiche, causate da errori e bug piuttosto evidenti che hanno spinto gli utenti di iOS a richiedere a gran voce una app di Google Maps che funzionasse decentemente su iPhone 5. 

Senz'altro errori di gioventù che gli sviluppatori ripareranno col tempo e l'esperienza accumulata, ma per ora il podio dei peggiori prodotti del 2012 appare piuttosto meritato.

Un altro prodotto lanciato in grande stile e naufragato in poco tempo è la PS Vita: destinata a contrastare il dominio di Nintendo DS fra le console portatili la nuova PSP pur corredata da titoli di tutto rispetto pronti al momento del lancio non ha fatto breccia nel cuore dei videogiocatori, che continuano a preferirle i prodotti della concorrenza e gli smartphones per quello che è l'intrattenimento in movimento. 

Chiudiamo con l'entrata in borsa di Facebook: sembrava un affare per qualsiasi investitore quello di comprare azioni della società del momento. Oltre un miliardo di utenti e un fatturato a decine di zeri, però non sono bastati a convincere chi dell'economia fa il suo pane quotidiano e le azioni di Facebook continuano a scendere di valore, e non hanno mai superato i 38$ del valore iniziale di vendita. 


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Published by informaticamente - in Web e Cultura digitale
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